Il futuro delle donne violentate

Reazioni delle donne abusate

1041556594_largeimage_gkdancerlgCosa succede ad una donna che ha subito una violenza sessuale nell’infanzia o nell’adolescenza? Vi sono vari studi (Finkelhor et al, 1990; Lundqvist et al, 2004;Barone, Maffei, 1997) che mettono in evidenza come tali esperienze rappresentino un fattore di rischio per i disturbi mentali in età adulta. Le conseguenze di tali abusi possono essere di vario tipo.
Ad esempio una reazione potrebbe consistere nel negare la gravità dell’evento, minimizzando l’accaduto, cercando di non pensarci più attraverso la soppressione di ricordi disturbanti. Un’altra strategia simile, ma che richiede un intervento più attivo del soggetto nella realtà può consistere nel cercare di distrarsi, di sognare delle cose positive, in modo da scacciare il ricordo traumatico. Oppure si può avere una reazione emotiva, esprimendo le proprie emozioni, o una reazione depressiva, accettando l’accaduto come la prova della propria incapacità di affrontare la situazione stressante. Infine, si può mettere in atto una strategia focalizzata sul problema, che consiste nella ricerca di assistenza, consigli, informazioni, comprensione, supporto sociale, rassicurazioni. Attraverso un percorso psicoterapeutico ad esempio, la donna che ha subito violenza può rielaborare l’esperienza traumatica in termini di crescita personale.

E’ stata condotta una ricerca (anni 2003-2004) su 38 donne di età compresa fra i 17 ed i 56 anni, utenti dell’AUSL di Modena. Di esse, il 79% erano italiane ed il 21% di nazionalità extraeuropea. Nel 53% dei casi erano nubili, nel 43% conviventi o sposate. Solo l’8% di loro erano laureate, il 39% aveva la licenza media ed il 53% il diploma di scuola superiore. Di esse, il 39% aveva subito un abuso con penetrazione, il 48% aveva riportato molestie ed il 13% aveva subito uno stupro. (Per abuso e molestia si intendono atti sessuali non volontari, dalla masturbazione ai rapporti completi con penetrazione; per stupro si intende invece un unico rapporto completo violento subito dalla vittima minorenne). La sessualizzazione traumatica ha avuto come esecutore il padre (25% dei casi), un parente prossimo (23%), parente prossimo E padre (6%), amico di famiglia (36%), vicino di casa (5%), sconosciuto (5%). (n.d.b. Interessante notare, anche in questa ricerca, come i maggiori pericoli di abuso derivino, per le bambine, dalla frequentazione dei parenti più prossimi o dei così detti ‘amici di famiglia’, mentre, come si vede, il pericolo derivante da persone sconosciute è, in confronto, piuttosto basso). Il padre ha compiuto l’abuso soprattutto in presenza di una figlia ancora piccola, mentre in età adolescenziale i casi più frequenti sono attribuibili all’amico di famiglia. Si è potuto così constatare che in prevalenza le donne hanno adottato delle strategie di minimizzazione e negazione. (I vissuti sono di vergogna ed autoaccusa: “Era il suo modo di esprimere il bene che mi voleva”, “E’ stato vittima di una mia provocazione”, “Ero cattiva”, “Me lo meritavo”, oppure espressioni che attribuiscono la causa dell’evento alla propria corporeità “Ero formosa”). Le reazioni emotive sono state presenti a breve e media distanza dall’evento traumatico nella maggior parte delle donne; coloro che avevano subito la violenza da parte di un congiunto mantenevano invece tale modalità anche dopo diverso tempo. Le donne della ricerca avevano, nel 95% dei casi, chiesto un aiuto professionale, allo scopo di rielaborare l’esperienza dell’abuso, anche allo scopo di sentirsi “meno orribili”. Non sono state infrequenti infatti espressioni tipo “mi sento schifosa”, “è come se avessi una malformazione”, “mi sento rovinata per sempre”. I ricercatori hanno anche notato un tono dimesso, quasi per non attirare l’attenzione, per non sembrare “facili”.

Riferimento bibliografico: Analisi cognitiva delle strategie di coping in un gruppo di donne vittime di un abuso sessuale in infanzia e adolescenza (Ribecchi, Boldrini, Lissandron) Rivista di sessuologia, CIC, Marzo 2006

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona 

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