Cerca
Blogosfere
Categoria: Sociologia | Storia psichiatria »
Mostra solo i titoli
Pagina 1 di 5
Recentemente ho chiuso il mio profilo Facebook. Stavo cominciando a passare troppo tempo ad aggiungere "amici" (???), aggiornare il mio stato, ignorare inviti a gruppi e/o eventi.
 
Per non parlare della tentazione rappresentata dalla bacheca del mio ex, dalla quale Piero Angela potrebbe benissimo trarre ispirazione per un bel documentario sulle tecniche di corteggiamento dell'Homo Sapiens.
 
Ma ho scoperto di non essere da sola. Il fenomeno della dipendenza da Facebook (e dai social networks in generale) è in aumento, anche grazie alla recente introduzione di Facebook Mobile che permette di aggiornare lo stato ed accedere ai contenuti del portale anche dal cellulare.
 
Non mi ha affatto sorpreso, dunque, la notizia che il 6% degli italiani aggiorni il profilo Facebook persino mentre fa l'amore.
 
Del resto se si chiama "dipendenza" e non "piacevole abitudine" un motivo ci sarà.
 
E allora a questa povera blogger, con un recente passato di tendenze facebook-dipendenti (anche se - intendiamoci - io non mi sono mai sognata di inviare un update durante l'intimità... ma poi, cosa avrei potuto scrivere??... "Giada Zichittella pensa che 'sto tipo le stia addosso..." ??!!) non resta che invitarvi a chiudere, almeno per un pò, il profilo, ed eventualmente partecipare alle iniziative promosse per contrastare il fenomeno.
 
Al Policlinico Gemelli di Roma, ad esempio, è attivo un apposito sportello per curare gli Internet-dipendenti.  Strutture simili stanno sorgendo anche altrove ma, dove non fossero presenti, un comune percorso di psicoterapia delle dipendenze  potrà aiutarvi altrettanto bene.
 
In alternativa (ma sarebbe meglio in aggiunta e, comunque, solo se la dipendenza non è giunta a livelli pesantemente invalidanti) in moltissime città italiane sono presenti gruppi di auto-aiuto basati sul famoso programma dei 12 passi.
 
Tornerò un giorno su Facebook? Chi lo sa... Nonostante sia un buon modo per riprendere i contatti con persone care che non si sentivano da tempo, in verità vi dico... che sto meglio così. Cool
 
 
Mar 1012

Generare e degenerare: essere genitori nell'era di Internet.

Pubblicato da Giada Zichittella alle 11:50 in Attualità, Casi, Psicologia, Sociologia


 
Laura partorirà il 9 agosto. Suo figlio si chiamerà Megatron, in onore di un personaggio dei Transformers.
 
Un nome pensato con cura, insieme al compagno? Un nome scelto valutando anche il 'peso' che esso potrà avere nei rapporti sociali del nascituro? No di certo. Roba vecchia. Il nome lo ha approvato un gruppo di Facebook.
 
 
Ad oggi i fan sono un milione e 60 mila... un pò meno di quanti sgraneranno gli occhi e ridacchieranno ogni volta che a Megatron toccherà presentarsi, conquistare una ragazza, mandare un curriculum di lavoro.
 
Sono pronta a scommettere che sarà una persona speciale. Con quel nome dovrà esserlo per forza. E quel milione e 60mila utenti di Facebook non sarà lì a far da padrino.

 
Dopo Megatron, c'è Anima.

Anima è una bambina bellissima, che cresce tra le cure e le attenzioni di due genitori molto presenti ed amorevoli.
 
Peccato solo che Anima non sia una bambina vera, ma il personaggio di un videogioco chiamato 'Prius Online'.
 
Peccato, soprattutto, che la figlia in carne ed ossa della coppia, a soli tre mesi, sia morta di fame e stenti perchè mamma e papà trascorrevano la maggior parte della giornata ad allevare la sorellina virtuale. 

 

Infine, dopo Megatron, Anima, e la bimba di tre mesi, ci sono milioni di altri bambini e ragazzi. Lasciati soli davanti al pc, ore ed ore, spesso senza che nessuno spieghi loro come usare in modo giudizioso il web.

 
Ragazzi curiosi di scoprire il mondo, bisognosi di perchè. Ma se mamma e papà non ci sono, o quando ci sono non hanno tempo e voglia di ascoltare, e rispondere, è Internet a fare da educatore.
 

'Come si fa l'amore' e' al primo posto tra le domande che circolano su Google. 10 milioni 800 mila risultati, a cui si aggiungono i 18 milioni 700 mila di 'come si fa l'amore per la prima volta'. E,ancora, migliaia di 'come si bacia'.

Niente di male, un'agenzia di socializzazione come le altre, solo incredibilmente più vasta e ramificata.

Certo, finchè si trova il sito "giusto".

Diverso è se, dall'altra parte dello schermo, l'educatore pronto ad ascoltare i primi turbamenti di un corpo che sta diventando adulto, e a dare "consigli", è uno che chiede alle tredicenni mutandine usate in cambio di ricariche telefoniche.

Internet ci ha regalato risorse e opportunità davvero incredibili. Ma, leggendo le notizie di stamattina, per un breve attimo, avrei voluto poterne fare a meno.

 

Ricorderete certamente questa celebre canzone di Celentano in cui una moglie incitava il proprio compagno, in sciopero da tre giorni, a ritornare al lavoro, pena una castità forzata.

Ma oggi occorrerebbe una precisazione: anche chi lavora troppo non fa l'amore.

Uno studio condotto in Cina ha ad esempio rivelato che la popolazione, a causa degli alti livelli di stress, di natura principalmente familiare e lavorativa, sta rinunciando del tutto al pepe sotto le lenzuola.

Certamente, per interpretare correttamente i reports sulla frequenza dei rapporti sessuali mondiali occorre tenere in considerazione anche altri fattori culturali ma, al di là delle statistiche, è facile immaginare come - tra lavoro, figli e problematiche varie - a fine giornata ci si senta spesso vogliosi solo di una bella dormita.

Ciò tuttavia, in un perfetto circolo vizioso, non fa che aumentare il livello di stress, nuocendo tanto alla vita di coppia quanto all'attività professionale.

Il sesso è un antistress naturale, ma per poter essere frequente e appagante richiede che i pensieri e le preoccupazioni accumulate in ufficio rimangano fuori dalla camera da letto.

Ecco qui un piccolo decalogo per non diventare una "coppia sexless":

 

Continua a leggere ""Chi non lavora non fa l'amore"... e chi lavora troppo nemmeno" »

E' un dato di fatto: una delle più grandi paure di chi è innamorato è quella di essere tradito. Il sentimento amoroso si accompagna inesorabilmente a un certo grado di gelosia e di possessività nei confronti dell'altro che, se da un lato è indice di un genuino attaccamento, può sconfinare nell'ossessione.

Se un tempo la "scappatella" maschile veniva tollerata da mogli e fidanzate, ancorate al ruolo di "angelo del focolare" e pronte a mantenere in piedi la famiglia a tutti i costi, oggi il forte grado di emancipazione femminile ha portato con sé un certo irrigidimento psicologico rispetto all'eventualità di un tradimento del partner.

Storicamente, invece, gli uomini sono sempre stati meno tolleranti nei confronti delle loro compagne, soprattutto nelle culture fortemente impregnate da quel senso dell'«onore» che ha costituito terreno fertile per sketch comici così come, sfortunatamente, per tristi vicende di cronaca nera.

Continua a leggere "Animali poligami. Perchè dovremmo imparare ad accettare il tradimento" »

Nov 0814

Bellezza "plastica": labbra a canotto, seni XXL per lei, mentre lui ritocca i pettorali

Pubblicato da Caterina Di Iorgi, Blogosfere staff alle 09:00 in Sociologia


suzannecarlsson_00.jpg

di Emanuela Zerbinatti

Le nuove ambizioni degli uomini e delle donne che si affidano alle mani del chirurgo plastico per dare smalto al proprio look parlano chiaro: lei gonfierebbe qua e là riportando le fattezze del corpo femminile ai canoni di bellezza del Rococò e lui darebbe invece una "limatina" un po' ovunque rispolverando lo stile classico dell'uomo atletico ed eroico.

A dare i dettagli delle tendenze di oggi è stato Pietro Lorenzetti, direttore scientifico del Villa Borghese Institute di Roma, chirurgo plastico e docente all'università Cattolica di Porto Alegre, in Brasile, nel corso di un incontro, dal titolo La donna, la bellezza che si è tenuto l'altro ieri nella Capitale. Tendenze che per quanto riguarda il gentil sesso non sono troppo omogenee sul territorio italiano.

Labbra a canotto, seni XXL e zigomi tondi come mele renette che catturano soprattutto donne avanti con gli anni, attratte dagli eccessi e destinate a non arrendersi ai segni del tempo davanti allo specchio, spopolano più al Centro-Sud d'Italia con Roma capitale anche da questo punto di vista. Più sobrio il Nord, contenuto e misurato. Nel settentrione, infatti, a una sesta di seno si preferisce una terza abbondante, a un naso alla Janette Jackson un profilo alla Juliette Binoche. Unica eccezione l'Emilia Romagna dove i ripieni abbondanti non piacciono solo nei tortellini.

Continua a leggere su Arte e Salute

Pagina: « 1 2 3 4 5
Categoria: Sociologia | Storia psichiatria »
Profilo
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Scienza - Salute
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat