Linee guida per la scelta del proprio psichiatra

Qualche giorno fa scrivevo, in tono semi-serio, che - dipendesse da me - renderei la psicoterapia obbligatoria per legge, per tutti. Nel caso tale eventualità dovesse realizzarsi, mi sembra utile fornire qualche indicazione in merito ai criteri da seguire nella scelta del proprio psichiatra.

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Descrivo quindi, sommariamente, le varie tipologie di psichiatra in modo tale da facilitare la scelta.

Psichiatra organicista: il tipo classico, esiste da quando esiste la psichiatria. Di formazione medico - biologica, vi considera un organismo vivente e gli ricordate un'ameba; non valuta nemmeno la possibilità dell'esistenza della psiche, il vostro problema è solo che non vi funziona il cervello. Negli anni ha proposto e praticato le terapie di shock e - attualmente - crede solo ed esclusivamente nei farmaci. In una prospettiva bio-psico-sociale si è fermato al 'bio': lo 'psico' è roba da psicologhe, il sociale dev'essere riservato alle associazioni umanitarie.

Agli antipodi, l'antipsichiatra: di derivazione e cultura anglosassone (Cooper, Laing, Tzasz ed altri), com'è noto con un sottotipo italiano, non vi prende sul serio nemmeno se avete un delirio di persecuzione e vedete tutte le sere qualche madonna. Se avete predisposizione a negare la vostra sofferenza mentale, vi aiuta ad affinare le vostre capacità, sino al diniego più totale. Da scegliere solo se state benissimo.

Psichiatra ospedaliero: non sarebbe la scelta peggiore, se solo avesse un pò di tempo da dedicarvi. Infatti deve occuparsi ogni giorno di un numero impressionante di gravi psicotici, ha da fare ambulatorio, c'è il reparto, il pronto soccorso lo chiama ogni venti minuti, in più ci sono i centri diurni, le case famiglia, una quantità di strutture intermedie da coordinare, le riunioni di reparto e i Trattamenti Sanitari Obbligatori. E anche il primario che rompe le balle. Talmente stressato da essere considerato quasi in avanzato stato di decomposizione, è già molto se vi ascolta mentre parla incessantemente al telefono con qualcun altro. Indicato solo nel caso che abbiate problemi che - anche se non li risolvete - potete vivere bene lo stesso.

Psichiatra eclettico: sa un pò di tutto, anche se non è bravo in nulla. Potrà via via consigliarvi un antidepressivo sottodosato, "allo psicologo ci ha mai pensato?", "qualche seduta di psicoterapia", o una terapia cognitivo - comportamentale, a seconda della bisogna, della passione del momento o di altri fattori difficili da definire. Va bene se siete nazional-popolari e guardate molta televisione.

Agli antipodi rispetto all'eclettico, lo psichiatra fanatico (sinonimi: il guru, l'illuminato, l'eletto, il santo, il genio ed altro): o gli è stata rivelata LA Verità (se religioso e credente) o ha scoperto LA Verità (se laico e scienziato). Scelta non delle peggiori, in fondo: basta attenersi strettamente al Verbo e il gioco è fatto. Se avete predisposizione per le sette ed una identità labile è quello che fa per voi.

Infine, lo psichiatra bravo: a momenti non sembra nemmeno psichiatra, è intelligente e sensibile, coerente e privo di scissioni, puntuale ed attento. Quelli davvero così sono rarissimi, andrebbero bene ma non se ne trova. Cercate. 

Un'unica accortezza: a volte fanno finta di essere così, invece appartengono ad una delle categorie precedenti.

Francesco Giubbolini, psichiatra

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