La cultura della pedofilia

Una lettrice mi ha inviato un articolo che non avevo letto: lo ripropongo, in parte, ed approfitto per qualche considerazione su quella che, a mio avviso, può ben essere definita 'la cultura della pedofilia'. L'articolo è di Francesco Agnoli, ed il titolo: Invettiva contro i moralisti teorici dell’amoralità ed apparso su «il Foglio» il 26 maggio 2007 ( i sottolineati sono miei).

Agnoli: "E allora parliamo di pedofilia! Visto che i sostenitori dell’eugenetica, i fautori dell’aborto, i paladini delle mamme-nonne, degli ibridi e delle chimere, della poligamia come "fatto biologico", si scandalizzano, sbuffano e si sbracciano contro i pedofili ecclesiastici… Sì, tra gli uomini di chiesa, vi sono dei pedofili, e anche dei briganti, dei ladri, dei bugiardi, dei simoniaci… tutta gente che Dante metterebbe all’Inferno. Tutta gente che a mio parere passerà davanti, in Paradiso, a Santoro, Augias, Odifreddi e a tanti altri. "Ladri e prostitute – ha detto Gesù – vi precederanno nel Regno dei Cieli". Noi cattolici lo sappiamo, di essere peccatori, temiamo l’inferno, ci confessiamo e ci battiamo il petto. Però viva ladri e prostitute, viva i pedofili, quelli che lo fanno di nascosto, che se ne vergognano, e che poi, giustamente, pagano. Meglio loro, nel segreto delle loro stanze, nel putridume del loro cuore, nell’abominio del loro segreto vizio, degli intellettuali progressisti e farisei che negano per iscritto il diritto naturale, che avversano il matrimonio dalle loro cattedre ben pagate, che esaltano ogni tipo di libertinaggio, per divenire improvvisamente acidi moralisti. In nome di cosa condannano la pedofilia? I greci non erano spesso pedofili? Il relativismo culturale non è necessario, per essere al passo coi tempi? La morale naturale non è una invenzione della chiesa? Se i sessi sono cinque, perché non possono diventare sei? Se il bambino è un "perverso polimorfo", perché non può da subito soddisfare i suoi istinti? Se l’incesto non è contro natura, come sostiene Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che lo praticavano persino con i figli, in base a cosa, per Dio, la pedofilia sarebbe cattiva? Non ci avete insegnato questo, in tanti anni? Non ci avete detto, a partire dal 1968, che l’unica regola è che non ci sono regole, che è "vietato vietare"? Non avete clamorosamente taciuto di fronte alla nascita del partito pedofilo in Olanda? Perché diventate ora, a un tratto, così reazionari, bigotti, oscurantisti? Suvvia riscoprite altre radici, riabbracciate un passato più laico. La chiesa non può vantare, tra le sue file, teorici della pedofilia, il pensiero progressista sì. Ricordate la rivoluzione del 1968? Ricordate Gerd Koenen? Scriveva: "Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi". In quegli stessi anni Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori. Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante. Oggi Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive:"E’ probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…". Dopo di che spiega che l’età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo ("Manuale per il perfetto papà", Mondadori). Il grande Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: "Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…". Caro Santoro, facci vedere il filmato ciofeca sui preti pedofili, dicci che è tutto vero, e spiegaci quello che pensi: che per una volta sei d’accordo con la chiesa, che si è finalmente aperta, che è divenuta comprensiva… e spiega ai cattolici progressisti che, per fortuna, i preti non sono tutti come Ruini e Bagnasco… Poi tornatene a Strasburgo, dove ti eri fatto eleggere. "

Questa, in parte, la breve risposta che ho inviato alla lettrice:

io penso che la cultura che favorisce la pedofilia sia questa. e che perciò vada condannata senza mezze misure. non ho dubbi che prostitute e ladri andranno in paradiso prima di santoro - sono fatti loro - ma non mi risulta che cristo abbia parlato dei pedofili.

personalmente credo che individui adulti possano lecitamente fare, sessualmente, quello che ritengono meglio: l'unico obbligo è che siano consenzienti. da questo punto di vista, non credo nemmeno che esistano le perversioni, se i comportamenti sessuali non sono obbligati.

l'abomino del rapporto sessuale tra un adulto e un bambino consiste nel fatto che il bambino non è mai in grado di decidere e di partecipare su di un piano paritario. ed i pedofili distruggono la sessualità dei bambini.

non mi interessa quello che era l'uso dell'antica grecia, oggi la pedofilia è certamente 'altra cosa' rispetto a quelli che erano i costumi dell'antica grecia. nè quello che dice vendola: "...del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti...": non so se risponde al vero, cioè che vendola abbia fatto tali affermazioni, se le ha fatte dovrebbe trovare qualcuno che lo aiuti a chiarirsi le idee rispetto al concetto di 'diritto dei bambini alla sessualità', ed all'esistenza di una differenza estrema tra l'esprimere in qualche modo la sessualità tra di loro (non so cosa intenda) e quella che esiste con l'occasione di esprimere la medesima sessualità con gli adulti (?). Riconoscere l'esistenza della sessualità del bambino deve equivalere forse a giustificare la pedofilia? e per quale oscuro contorcimento mentale?

tanto meno mi turba quello che dice busi, il quale tuttavia dice che è un rapporto di odio e non di amore, e credo davvero che questo risponda al vero.

non credo sia giusto farne un problema tra sinistra e destra politica, questo è semplicemente osceno.

Una ultima notazione a proposito della teoria freudiana del bambino: l'ho già scritto in un altro post (questo): "...la prima, grande mistificazione rispetto alla realtà della pedofilia è stata quella operata da Freud..."

L'articolo di Agnoli lo ripropone in tutta la sua drammaticità: " Se il bambino è un "perverso polimorfo", perché non può da subito soddisfare i suoi istinti? " . L'ha detto Freud che il bambino è un polimorfo perverso. Le sue affermazioni non hanno trovato riscontri nè in altre e diverse teorie psicoanalitiche nè negli studi basati sull'osservazione del bambino.

E la cultura di oggi, che delle idee di Freud risente come non mai, evidentemente, lo conferma.

francesco giubbolini, psichiatra, siena

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina: