Adozioni in Italia tra burocrazia e sogni infranti

Le adozioni in Italia tra spese infine e incertezze

Adozioni in Italia

Scendere a patti con l’idea di non riuscire ad avere figli è complicato e doloroso, alcune coppie non resistono a queste botte, altre tengono duro e trovano soluzioni alternative, c’è chi tenta la strada della fecondazione assistita e dell’eterologa e chi invece punta sull’adozione.

L’adozione è una scelta d’amore meravigliosa il problema è che è complicata, tortuosa e psicologicamente devastante, ci sono i tempi lunghissimi della burocrazia, i requisiti impossibili da soddisfare e, come se non bastasse, il rischio di essere truffati. I tempi sono talmente lunghi che capita non di rado di iniziare le pratiche da giovani (35 – 38 anni) e arrivare all’adozione quando si sono abbondantemente superati i 40 e quindi si diventa troppo grandi per adottare un bambino piccolo.

Esperienze di questo tipo sono all’ordine del giorno e sono tristissime e dolorose, pensate che adesso sono più i bambini in cerca di azione che coppie che vogliono adottare. Nel 2006 gli aspiranti genitori adottivi di un bimbo italiano erano 16.538, nel 2015 sono scesi a 9mila, numeri simili anche per le adozioni internazionali a cui si aggiunge la paralisi dell’intero sistema che mette in comunicazioni i vari paesi. Gli anni d'attesa e l'incertezza di riuscire a realizzare il proprio sogno hanno costretto le coppie a rinunciare, se poi aggiungiamo le spese da sostenere e la crisi economica globale, va da se che è un gioco al massacro in cui non vince nessuno.

Chi cerca un bambino non smetta, ma sappiate capire quando è il momento di fermarsi.

via | repubblica

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