Fondo di solidarietà per i coniugi separati: cos'è e come funziona

Cos'è e come funziona il fondo di solidarietà per i coniugi separati

Fondo di solidarietà per i coniugi separati

Quante volte capita che una coppia si separa e il marito, che dovrebbe passare i soldi del mantenimento, non può farlo perché non lavora… Lo Stato ha attivato il fondo di solidarietà per i coniugi separati, un nuovo strumento per le famiglie che, a fronte delle buone intenzioni, fa un po’ fatica ad essere considerato valido e sufficiente. Al fondo possono accadere solo i separati e non i divorziati e ne sono escluse le famiglie delle unioni civili, può accedere a questi soldi solo chi ha un reddito bassissimo e per di più è stata stanziata una cifra fissa (750 milioni), quindi non è nemmeno detto che questo poco possa bastare per tutti.

Il decreto si rivolge a:

“Il coniuge separato in stato di bisogno che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato ai sensi dell'articolo 156 del Codice civile – l’assegno di mantenimento - per inadempienza del coniuge che vi era tenuto”.

Per avere questi soldi, che possono essere al massimo quelli della pensione sociale e cioè 448,00 euro, bisogna compilare una domanda che si trova sul sito www.giustizia.it (itinerari a tema e poi Fondo di solidarietà coniuge) e poi consegnarla alla cancelleria del tribunale di vostra competenza. Per poter accedere a questi soldi bisogna dichiarare un isee inferiore o uguale ai 3000 euro annui, che sono davvero pochissimi.

Uno strumento di questo tipo è sicuramente utile ma andrebbe modulato un po’ meglio perché si è poverissimi anche con un isee di 6000 euro, poi non vedo la differenza tra separati e divorziati, come se non si potesse perdere il lavoro in ogni momento anche da divorziati… Tra l'altro si parla di anticipare questi soldi, quindi bisogna vedere effettivamente come funziona e come e quando si dovrebbero ritornare.

Voi che ne pensate?

via | donnamoderna

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