Le poesie d'amore più famose di Pasolini

Le poesie, le frasi ed i pensieri sull'amore più belli di Pasolini

poesie d'amore più famose di Pasolini

Pier Paolo Pasolini è un poeta, scrittore, regista e tanto altro,. È un uomo che ha lasciato il segno e che, ancora oggi, è un punto di riferimento, tutto quello che ci ha lasciato è senza tempo, è atemporale e profetico. Vediamo insieme una raccolta delle frasi d’amore di Pier Paolo Pasolini, amore con un significato molto ampio che abbraccia le persone, ma anche la vita, la libertà, il proprio cuore.

  • Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così senza sogni. (La meglio gioventù)

  • L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.

  • L’occhio guarda, per questo è fondamentale. È l’unico che può accorgersi della bellezza. La visione può essere simmetrica lineare o parallela in perfetto affiancamento con l’orizzonte. Ma può essere anche asimmetrica, sghemba, capricciosa, non importa, perché la bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune. E dunque la bellezza si vede perché è viva e quindi reale. Diciamo meglio che può capitare di vederla. Dipende da dove si svela. Ma che certe volte si sveli non c’è dubbio [...]. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.

  • Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose. (L’odore dell’India)
  • Ho voluto la mia solitudine
    sono senza amore, mentre, barbaro
    o miseramente borghese, il mondo è pieno,
    pieno d'amore…
    e sono qui solo come un animale
    senza nome: da nulla consacrato,
    non appartenente a nessuno,
    libero di una libertà che mi ha massacrato».
    Pier Paolo Pasolini
  • Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece. (Lettere luterane)
  • O gioia, gioia, gioia…
    C’era ancora gioia
    in quest’assurda notte
    preparata per noi?
    (Splendore)
  • Idolo di tenue came, mi travagli.
    Tramonta luce, l’ombra s’allunga
    alle penose vigne, tuo caldo d’amore
    s’accende sotto i capelli; e, intorno,
    entro chiuso orizzonte, ha dolci echi
    nei suoni delle cose: uccelli, fonti,
    e case e siepi e grida di fanciulli amorosi.

    Ti tiene il prato, s’incendia con la terra
    il tuo viso, il tuo ansito è il vento, e, serena,
    la fatica degli uomini.

    Ed io sono precluso, intanto, dal celeste
    giro di queste cose. Sento e non vivo.
    Sopra dite dolce s’annida l’ombra
    della sera... Ma mi ritrovo, poi, e forza
    è nel mio viso
    (Immagine amorosa)


E chiudiamo con un pensiero che Oriana Fallaci ha dedicato a Pasolini

Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta?
(Oriana Fallaci, Lettere a Pier Paolo Pasolini)

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