Divorzio breve e low cost: a Bari per dirsi addio bastano 16 euro

Per divorziare adesso basteranno 16,00 euro, un viaggio al Comune e qualche firma...


Il divorzio breve è diventato effettivo ma adesso è possibile anche divorziare low cost direttamente in Comune, basta semplicemente andare nell’ufficio dedicato e mettere qualche firma. Questo servizio è disponibile da oggi, 18 dicembre 2014, e in via sperimentale al comune di Bari, a dare la notizia è la ripartizione Servizi demografici del Comune del capoluogo pugliese. Le coppie che hanno deciso di gettare la spugna devono andare agli uffici di largo Fraccacreta e chiedere la dichiarazione di separazione consensuale, questa può essere richiesta dalle coppie che non hanno figli minorenni o portatori di handicap. Il prezzo della domanda è di soli 16,00 euro, una cifra irrisoria e alla portata di tutti.

Oltre a gestire i documenti che servono per il matrimonio adesso i Comuni possono occuparsi anche di separazioni e divorzi. È possibile fare “una richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e modifica delle condizioni di separazione o di divorzio dinanzi a un ufficiale dello stato civile” per dirsi definitivamente addio.

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Nel caso del divorzio breve consensuale non è necessario consultare gli avvocati ma nell’accordo non bisogna avere diritti patrimoniali in sospeso. Una volta fatta la richiesta, che costa quanto la marca la bollo, bisogna presentarsi davanti al sindaco dopo 30 giorni per ufficializzare la richiesta di separazione o divorzio. Il doppio step serve per dare modo ai coniugi di riflettere bene su quello che stanno facendo. Questa iniziativa è partita a Bari ma ci sono gli stessi servizi anche ai Comuni di Legnano, Varese e Imola.

L’assessore ai Servizi demografici, Angelo Tomasicchio ci spiega:

“In sostanza la coppia che decide di separarsi o divorziare consensualmente, lo potrà fare senza alcuna necessità di rivolgersi al Tribunale, ma sottoscrivendo un accordo o davanti all’ufficiale di stato civile o davanti a un avvocato per poi trasmetterlo in copia autentica, nel termine di 10 giorni, agli uffici comunali presso i quali il matrimonio è stato contratto o registrato”.

Voi che ne pensate?

Foto | da Flickr di sis
Fonte | repubblica

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