Le lettere d'amore per San Valentino da dedicare a chi amiamo

Le più belle lettere d'amore per San Valentino 2014 scritte da autori famosi


Le lettere d’amore sono bellissime, è stupendo scriverle ma anche riceverle, conservarle e rileggerle a distanza di tanti anni, quando il tempo ci avrà detto cosa ne è stato di quelle promesse. Nell’era dell’amore 2.0 in cui tutto si digita e si riassume in 140 caratteri, le lettere d’amore sembrano un po’ retrò, qualcosa per nostalgici e per chi non sfrutta le comodità della tecnologia. In realtà non è così, le lettere scritte di proprio pugno sono diverse da qualsiasi altra cosa, trasmettono amore, attenzione, cura, dedizione, voglia di dimostrare i propri sentimenti.

Per scrivere le lettere d’amore ci vuole un po’ di impegno, non sempre viene tutto di getto e non sempre quello che scriviamo rispecchia quello che sentiamo, occorre pensarci molto, appuntarsi i concetti e le frasi e poi scrivere, scrivere e scrivere, perché solo le parole allenano le parole.

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Le lettere d’amore vanno scritte di proprio pugno, non al computer e stampate, fidatevi di me, anche se siete convinti di avere una brutta calligrafia o non siete più abituati, scrivere a mano veicola delle emozioni che si perdono dallo schermo di un computer.

Se non riuscite proprio a scrivere una lettera potete mettere qualche pensiero e poi farvi aiutare da qualcuno più bravo di noi. Potete leggere queste lettere d’amore famose e trascrivere quella che meglio rappresenta i vostri sentimenti e la vostra storia.

Lettera di Napoleone a Giuseppina Beauharnais (1797)
Non ti amo più; al contrario, ti detesto. Sei una disgraziata, realmente perversa, realmente stupida, una vera e propria Cenerentola. Non mi scrivi mai, non ami tuo marito; tu sai il piacere che le tue lettere gli procurano eppure non riesci nemmeno a buttar giù in un attimo una mezza dozzina di righe.
Che cosa fate tutto il giorno, Signora? Che tipo di affari così vitali vi privano del tempo per scrivere al vostro fedele amante? Quale pensiero può essere così invadente da mettere da parte l’amore, l’amore tenero e costante che gli avevate promesso? Chi può essere questo meraviglioso nuovo amante che vi porta via ogni momento, decide della vostra giornata e vi impedisce di dedicare la vostra attenzione a vostro marito? Attenta Giuseppina; una bella notte le porte saranno distrutte e là io sarò.
In verità, amor mio, sono preoccupato di non avere tue notizie, scrivimi immediatamente una lettera di quattro pagine con quelle deliziose parole che riempiono il mio cuore di emozione e di gioia. 
Spero di tenerti tra le braccia quanto prima, quando spargerò su di te milioni di baci, brucianti come il sole dell’equatore.
Bonaparte

Giuseppe Verdi a Emilia Morosini (1842)
Da mano gentilissima ho ricevuto la sua gentilissima né quella gentilissima sapeva che mi scriveva una mano pure gentilissima. Una battuta d’aspetto e una corona a tutti questi ‘gentilissima’, perché non so più come andare avanti.
Lei crederà che io sia di buon umore: nò nò, sono arrabbiato, stralunato, con una faccia lunga due braccia, ho il diavolo addosso, né so il perché. Sarà perché sono lontano da Milano. Oh Milano! Milano!…
Io sono sempre tenero, appassionato, ardente, mezzo morto per lei.

Lettera di Eloisa ad Abelardo
Solo tu hai il potere di rendermi triste o donarmi gioia e conforto.
Il mio amore ha raggiunto tali vette di follia che rubò a se stesso ciò
che più agognava… Ad un tuo cenno, subito cambiai il mio abito e i miei
pensieri, per dimostrarti che sei tu l’unico padrone del mio corpo e della
mia volontà

Lettera di Juliette Drouet a Victor Hugo (1833)
Se tu sapessi quanto ti bramo, quanto il ricordo dell’ultima notte mi lascia delirante di gioia e straripante di desiderio. Quanto bramo darmi interamente a te nell’estasi del tuo dolce respiro e di quei baci che dalle tue labbra mi colmano di piacere! Ho bisogno del tuo amore come pietra angolare della mia esistenza. E’ il sole che soffia la vita in me.

Jean-Paul Sartre a Simone de Beavoir (Ottobre 1939)
Se ci fosse stato bisogno di sentire sino a che punto siamo uniti, questa guerra fantasma avrebbe avuto almeno questo di buono, che lo ha fatto sentire. Ma non era necessario. Tuttavia essa dà una risposta alla domanda che vi tormentava: amore mio, voi non siete “una cosa della mia vita” – sia pure la più importante – perché la mia vita non è più mia, non la rimpiango nemmeno e voi siete sempre me. Voi siete molto di più, siete voi che mi permettete di immaginare qualsiasi avvenire in qualsiasi vita.

Lettera di Elizabeth Barret a Robert Browning ( 1876)
Sai, quando mi hai detto di sposarti, mi sono vergognata di quanto ti penso, del pensare soltanto a te, che è persino troppo, forse. Devo dirtelo? Ho l’impressione, mi sembra, che nessun uomo sia mai stato per una donna ciò che tu sei per me… Vi è mai stato qualcuno tratto da una prigione oscura e posto sulla vetta di una montagna, senza voltar la testa e con il cuore che viene meno, come accade al mio? E tu dici di amarmi amarmi di più? Chi dovrei allora ringraziare, tu o Dio? Entrambi, credo…

James Joyce a Nora Barnacl (agosto 1909)
C’è una lettera che non oso essere il primo a scrivere ma che pure spero ogni giorno che mi scriverai. Una lettera solo per i miei occhi. Forse me la scriverai e placherà il mio desiderio.
Che cosa può separarci ora? Abbiamo sofferto e siamo stati messi alla prova. Ogni velo di vergogna e diffidenza sembra essersi dissolto tra noi. Non vedremo negli occhil’uno dell’altra le ore e ore di felicità che ci attendono?
Adorna il tuo corpo per me, carissima, sii bella e felice e amorosa e provocante, piena di ricordi, piena di desideri, quando ci vediamo. Ti ricordi i tre aggettivi che ho usato nel mio libro parlando del tuo corpo? Sono “musicale e strano e profumato”.
La gelosia non è ancora del tutto spenta. Il tuo amore per me dev’essere feroce e violento…

Lettera di Emily Dickinson a Susan Gilbert
A volte chiudo gli occhi, e chiudo il cuore davati a te, e cerco nuovamente di dimenticarti, perchè tu mi fai così tanto disperare, ma mai te ne andrai via... Oh,tu non lo farai mai...dillo, Susie, promettimelo ancora ed io abbozzerò un sorriso...e sopporterò ancora la mia piccola croce di questa triste, triste separazione. Quanto sembra vano scrivere, quando si sa come ci si sente...quanto più importante sia sederti a fianco, parlare con te, sentire i toni della tua voce; " nega te stesso , prendi la tua croce e seguimi" è così difficile... dammi la forza, Susie, scrivimi di speranza e amore, e di cuori che hanno resistito e di quanto grande sia stata la ricompensa dal 'nostro Padre che sta nei Cieli'! Non so come farò a sopportarlo, quando arriverà la primavera; se lei dovesse venire a trovarmi e mi parlasse di te, oh di sicuro la cosa mi ucciderebbe! Mentre il gelo rimane attaccato ai vetri e il Mondo è rigido e cupo; l'assenza è più semplice; anche la Terra è in lutto per i suoi piccoli uccellini; ma quando tutti loro ritornano, e lei canta ed è così festosa...per piacere, che ne sarà di me?
Susie, perdona e dimentica tutto quello che ho detto, prenditi qualche piccolo scolaro che ti canti un dolce canto su Maria e Betlemme e continuerai a fare dolci sonni, come se non ti avessi mi scritto tutte queste brutte cose ... Mattie è molto intelligente, parla spesso di te, mia cara; ti devo lasciare ora..."Una piccola ora di Paradiso"...ringrazio chi me l'ha concessa, così me ne concederà una ancora più lunga quando al suo amore piacerà ...riportami a casa Susie,sì!
Ti voglio sempre, e per sempre, sinceramente bene!
Emily

Franz Kafka a Milena Jesenska (Aprile 1920)
Voler afferrare ciò in un una notte per magia, in fretta, col respiro grosso, ossessionato, senza via d’uscita, voler afferrare per magia ciò che ogni giornata concede agli occhi aperti! Perciò appunto sono tanto grato (a te e a tutto) e così è quindi naturale che accanto te sono sommamente tranquillo e sommamente inquieto, sommamente schiavo e sommamente libero, per la qual ragione, dopo questa intuizione, ho anche rinunciato a tutto il resto della vita. Guardami negli occhi!

Sibilla Aleramo a Dino Campana (agosto 1916)
I nostri corpi su le zolle dure, le spighe che frusciano sopra la fronte, mentre le stelle incupiscono il cielo. Non ho saputo che abbracciarti. Tu che m’avevi portata così lontano. Oh tu non hai bisogno di me! È vero che vuoi ch’io ritorni? Come una bambina di dieci anni. È vero che mi aspetti? Rivedere la luce d’oro che ti ride sul volto. Tacere insieme, tanto, stesi al sole d’autunno. Ho paura di morire prima! Dino, Dino, ti amo! Ho visto i miei occhi stamane, c’è tutto il cupo bagliore del miracolo. Non so, ho paura. È vero che mi hai detto ‘amore’? Non hai bisogno di me. Eppure la gioia è così forte. Son tua. . Sono felice, tremo per te ma di me son sicura.E poi non è vero, son sicura anche di te, vivremo, siamo belli. Dimmi. Io non posso più dormire,ma tu hai la mia sciarpa azzurra, ti aiuta a portare i tuoi sogni? Scrivimi!

Giacomo Leopardi a Fanny Targioni Tozzetti (dicembre 1831)
Cara Fanny. Non vi ho scritto fin qui per non darvi noia, sapendo quanto siete occupata: Ma in fine io non vorrei che il silenzio paresse dimenticanza, benché forse sappiate che il dimenticar voi non è facile. Mi pare che mi diceste un giorno, che spesso ai vostri amici migliori non rispondevate, agli altri sì, perché di quelli eravate sicura che non si offenderebbero, come gli altri, del vostro silenzio. Fatemi tanto onore di trattarmi come uno de’ vostri migliori amici; e se siete molto occupata, e se lo scrivere vi affatica, non mi rispondete…
Delle nuove da me non credo che vi aspettiate. Sapete ch’io abbomino la politica… I miei amici si scandalizzano; ed essi hanno ragione di cercar gloria e di beneficare gli uomini. Ma io che non presumo di beneficare, e che non aspiro alla gloria, non ho torto di passare la mia giornata disteso su un sofà,senza battere una palpebra. E trovo molto ragionevole l’usanza dei Turchi e degli altri Orientali, che si contentano di sedere sulle loro gambe tutto il giorno, e guardare stupidamente in viso questa ridicola esistenza.
Ma io ho ben torto di scrivere queste cose a voi, che siete bella, e privilegiata dalla natura a risplendere nella vita.

Stendhal a Clémentine Curial (1826)
Quando ti vedo per tre giorni di seguito, angelo mio, mi sembra di amarti ancora di più, se possibile. Perché siamo più intimi e dopo tre giorni di intimità ciascuno ha abbandonato i sospetti e non desidera che amare ed essere felice. Come sono stato felice mercoledì! Segno questo giorno, perché Dio sa quando oserò inviarti questa lettera. La scrivo per sfogarmi. Oggi ti amo talmente, ti sono così legato, che ho bisogno di scriverlo. Se trascorressimo otto giorni insieme e i nostri cuori battessero sempre con lo stesso ardore, credo che finiremmo per non separarci più.

Ludwig van Beethoven (luglio 1812)
Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia amata immortale, lieti talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà. Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di errare andando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia da te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati…
Sii calma, soltanto considerando con calma la nostra esistenza possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lacrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto – addio – Oh, continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato.
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente uno dell’altro

Foto | da Pinterest di Paola Calvetti e Sharon (The Blue Willow House)

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