Zoofilia o zooerastia.

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In questo recente articolo, apparso su Imgpress, si commenta la presentazione al Festival di Sundance del film “Zoo” di Robinson Devor, ovvero il racconto dell’amore sessuale di 3 uomini con un cavallo.
La zoofilia, o zooerastia come viene talvolta denominata, è una parafilia ben nota alla ricerca psicosessuologica e non certo frutto dei trasgressivi tempi moderni, (nella foto Leda che si accoppia con Zeus trasformato in cigno in una scultura di Botero).
Definita come affinità o attrazione sessuale di un essere umano nei confronti di un animale, si distingue dalla mera attività zoosessuale che può essere praticata anche da individui non zoofili, per ragioni di assenza di partner umani o per lucro di fonte pornografica.
Quella che mi interessa qui è la zoofilia vera e propria, ossia l'orientamento psicosessuale autentico nei confronti di un animale.
La discussione sull’eticità di tale comportamento prende avvio dalla considerazione che la pratica zoosessuale può configurarsi in ogni caso come abuso sull’animale. Da un punto di vista penale le giurisdizioni adottano strategie di criminalizzazione o depenalizzazione molto differenti da un paese all’altro.
Da un punto di vista squisitamente psicologico si tende a non giudicarla come una psicopatologia, a meno che non abbia il connotato della compulsività e danneggi seriamente altre aree di funzionamento dell’individuo.
L’attività e il desiderio in sé stesso non sono più catalogati da tempo come disturbo mentale nel DSM IV, che ne sancisce così la natura di "variante", benchè estrema, dell’orientamento e comportamento sessuale.

L’incidenza non è facile da stimare a causa delle difficoltà degli zoofili a rivelare un comportamento o un’ attitudine che possa incontrare la riprovazione altrui.
Una ricerca sulla sessualità condotta su internet in maniera anonima, a cui hanno partecipato circa 76,500 persone fra l’ottobre del 2000 e il dicembre 2006, ha rilevato che l’11,3% dei rispondenti si è dichiarato “Bestiality-curious” , il 6% Bestiality-mild e il 4,1% Bestiality-heavy. I rispondenti sono per il 67% maschi, per il 31% femmine, il 12.1% è sotto i 18 anni, il 55.0% ha un età compresa fra i 18 e i 30anni, il 32.9% ha più di 31 anni.
In una seconda ricerca condotta sempre su internet, che ha coinvolto 6000 persone, alla domanda “hai mai avuto sesso con un animale?” il 13% ha risposto “qualche volta” e il 2% “frequentemente”.
E’ chiaro che le ricerche su internet hanno un grosso problema di rappresentatività del campione e i risultati vanno interpretati con cautela, anche se chiunque di noi, almeno aneddoticamente, conosce la diffusione della pratica, soprattutto in alcune zone rurali.
A questo proposito si stima che la progressiva deruralizzazione, avvenuta a partire dalla metà del secolo scorso, con la conseguente riduzione della convivenza fra uomini e animali, avrebbe ridotto l’occorrenza di questi comportamenti, anche se le fantasie sessuali potrebbero essere rimaste ai medesimi livelli del passato.
La zoofilia come orientamento sessuale insorgerebbe in età pre-pubere e pubere, senza differenza fra maschi e femmine.
Come per l’attrazione umana gli zoofili possono essere attratti solo da particolari specie, aspetti, personalità o individui e queste preferenze possono variare nel tempo. Tendono a percepire le differenze fra animali ed esseri umani meno significative e spesso attribuiscono agli animali tratti positivi di cui gli uomini difettano come l’onestà.
Quello che è importante comprendere è che la zoofilia ha una componente sessuale certamente, ma anche una componente affettivo sentimentale, benchè sia, lo capisco, arduo da concepire.
Gli studi più moderni sull’argomento raggiungono alcune conclusioni:
1.  L’aspetto da studiare è l’emozione, la relazione e la motivazione della zoofilia, più che la valutazione dell’atto sessuate in sé, che come abbiamo visto può avere altre motivazioni e altri scopi.
2. Le emozioni degli zoofili verso gli animali possono essere reali, relazionali, autentiche e non solo sostitutive di partner umani.
3. Molti zoofili hanno o hanno avuto relazioni umane a lungo termine.
4. C’è una tendenza zoofila implicita o latente, soprattutto di tipo fantasmatico, più diffusa di quello che si crede.
5. La distinzione tra zoofilia e zoosadismo è cruciale.

La forte opposizione degli animalisti resta comunque intatta, nella considerazione (non necessariamente dimostrata) che l’attività zoosessuale rimanga, sempre e comunque, abusante.

Ricerche e info di ogni genere sull’argomento si trovano sulla voce dedicata di Wikipedia (inglese)
Un'altra pagina sempre di wikipedia affronta l'argomento dal punto di vista storico e culturale.

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