Diventa sessuomane dopo una caduta e chiede il risarcimento.

Repubblica.it riporta la notizia di un uomo che ha subito un trauma cranico che gli ha determinato una “disinibizione sessuale”.
Si tratta di Stephen Tame, 29 anni, inglese, che ha avuto un incidente sul lavoro e da marito modello, s'è ritrovato sessuomane incallito. Ha visto così naufragare il proprio benessere personale e psicologico e il suo matrimonio, e ha chiesto 4 milioni e mezzo di euro di risarcimento alla ditta nella quale lavorava.
Nell’articolo non se ne fa cenno, ma è molto probabile che il danno neurologico si sia verificato al livello del lobo frontale. E’ stata infatti dimostrata ampiamente un’associazione fra lesione di questa area del cervello e la disinibizione sessuale.
Con questo termine si intende la perdita o la riduzione della capacità di gestire gli impulsi sessuali e la manifestazione clinica consiste in un “comportamento sessuale inadeguato”, definizione che raccoglie sotto di sé le circostanze più disparate: dal  toccare gli altri inappropriatamente, al masturbarsi compulsivamente, dal fare un uso incontrollato di pornografia, all’ essere ossessionati da idee intrusive legate al sesso, dalla ricerca costante di partner multipli, a una sessualità estrema e talvolta rischiosa. Non si tratta quindi soltanto di ipersessualità, intesa come frequenza di orgasmi settimanali superiore alla media.
Ad ogni modo ce n'è abbastanza per vedere la propria vita seriamente compromessa. Se verrà effettivamente dimostrato il nesso causale fra caduta sul lavoro e danno del lobo frontale,  le possibilità di questo ragazzo di far valere le sue ragioni saranno concrete.

Dr. Giulietta Capacchione

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