Se si condividono le gioie la coppia funziona meglio

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Il benessere di una relazione di coppia dipende anche dalle risposte supportive che i partner si danno, reciprocamente, di fronte ad eventi positivi.
E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology che per la prima volta ha provato a focalizzarsi sugli eventi felici e non su quelli negativi  che qualunque coppia affronta (crisi per la cura dei figli, stress sul lavoro, ristrettezze economiche, un sesso un po’ appannato, il dialogo ridotto e via dicendo).
In questo studio sono state coinvolte 79 coppie che hanno compilato un questionario di benessere relazionale e partecipato a delle interazioni reciproche videoregistrate nelle quali ciascuna coppia discuteva di eventi positivi e negativi. In seguito ciascun partner ha indicato quanto si era sentito compreso, accettato e supportato in ogni discussione (self-report) mentre degli osservatori esterni codificavano il comportamento dei partecipanti (osservazione comportamentale)
Due mesi dopo il livello di benessere della coppia era correlato sia col self-report, ossia con la percezione soggettiva di supporto ricevuto di fronte a comunicazioni di  eventi positivi, sia con l'osservazione comportamentale: se gli osservatori esterni avevano giudicato "adeguato" il comportamento di accoglimento del fatto positivo era più probabile che la coppia mostrasse un livello di benessere maggiore a due mesi di distanza. 
La ricerca suggerisce dunque che il nostro compagno e noi stessi facciamo attenzione anche a come l’altro reagisce alle nostre fortune, se ci approva con entusiasmo o con passività, se trasmette orgoglio o indifferenza per i nostri successi. La domanda implicita è “sarai con me quando le cose andranno bene?” in aggiunta a quella, forse più scontata, “sarai con me quando le cose andranno male?”
A questo punto, considerata anche la maggiore numerosità di occasioni positive, è il caso di starci attenti. :)
Ne ha parlato il New York Times e, a ruota, il Corriere della Sera

Dr. Giulietta Capacchione

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