Internet Grande Fratello Terapeuta. O no?

d706e6ciberamor2p.jpegOggi vorrei parlare di leggende metropolitane sul'uso e l'abuso di Internet.
Lo spunto me lo dà un articolo di qualche giorno fa, pubblicato su il
Giornale, dal titolo: 'E Internet funziona da Grande Terapeuta', firmato da Roberta Pasero.

Nell'articolo viene riferita una ricerca, durata un anno, promossa 'dall'Osservatorio della Sessualità di Pfizer Italia' e realizzata da Ekon. Di questa ricerca non se ne trova traccia, su Internet almeno, in nessun altro giornale online e, peraltro, nemmeno nei siti della Pfizer, casa farmaceutica produttrice del Viagra,  che l'ha commissionata, né sul sito della Ekon, società specializzata nella realizzazione di servizi di marketing e comunicazione a banche e assicurazioni (ed, evidentemente, anche a case farmaceutiche), che l'ha realizzata.

Gli antropologi-investigatori di cui parla l'articolo citato non sono altro che specialisti di ricerche di mercato che, su commissione di qualche cliente, in questo caso Pfizer, cercano di scoprire come viene accolto dai consumatori un determinato prodotto, in questo caso il Viagra, allo scopo di capire come esso appare, metterlo a confronto con come si crede che esso appaia, ed infine decidere come lo si vuole far apparire.
Niente di illecito, certamente, ma neanche niente di 'scientifico' aggiungerei.

Gli 'antropologi-investigatori'  sono dunque entrati, per la loro ricerca, in non bene specificati 'Forum', non parlando a caso di problematiche sessuali, come si vuole far credere, ma cercando o scrivendo, in qualche contesto comunicativo, la parola 'Viagra', per rilevare le osservazioni e le reazioni espresse in proposito dai vari utenti, contro e a favore, per poi analizzarle e consegnarle alla Pfizer. La quale ora saprà sicuramente meglio cosa si dice del suo prodotto su Internet e quali canali è più indicato utilizzare, al fine di rendere più efficace la comunicazione pubblicitaria.
La  casa farmaceutica voleva, ci spiega il
Giornale, 'capire come il web sia diventato ormai per milioni di italiani una second life intima, una vita segreta che consente, dietro l’assoluto anonimato o il cosiddetto nickname (psuedonimo), di risolvere i problemi legati alla sfera sessuale, superando la vergogna di svelare aspetti molto privati della propria esistenza che non si troverebbe mai il coraggio di raccontare ad altri»,

La conclusione cui sono arrivati questi antropologi-investigatori è che«
Il forum è una sorta di comunità terapeutica dove poter parlare liberamente, senza censure, di tutto quanto non si avrebbe mai il coraggio di confessare nemmeno ad un amico o ad uno specialista».

Non ci è dato sapere, purtroppo, di quale tipo di Forum parlino, visto che su Internet di 'Forum' ce ne sono veramente di tutti i generi: da quello del medico, a quello pornografico.
Ma continuiamo a leggere:

'Prendiamo, per esempio, il Viagra
citato 89 volte nel mese che abbiamo preso in esame, l'unico nome di farmaco che appare nei forum in misura rilevante, e che è legato a un tema che provoca ancora molta vergogna. A chi, mettendo in piazza e facendo confessare il proprio “io” virtuale, vuole sapere se e come usarlo, i partecipanti al forum spiegano che non va utilizzato come potenziatore di prestazione ma solo in caso di effettivo disagio, consigliano quando è il caso di rivolgersi ad uno specialista, orientano e sostengono in un’area di intimità particolarmente imbarazzante, facendosi garanti dell’uso legittimo del prodotto in sostituzione del medico, con tutti i rischi che ciò può provocare».

A parte l'accento che vorrei porre sul 'per esempio' di cui sopra, sarei davvero curiosa di capire chi sono questi partecipanti al Forum che orientano e sostengono, e soprattutto chi mai, su questi Forum, si faccia garante dell'uso legittimo del prodotto, con tutti i rischi che ciò può provocare... Ce l'avranno con coloro che 'spacciano' il Viagra su Internet attraverso montagne di spam? Con i medici che fanno consulenza on line? Chissà?
 

Quello da cui però totalmente dissento, come dicevo al'inizio, è questa gratuita elencazione, da parte dei ricercatori, ma poi ripresa anche dal Giornale, di luoghi comuni sulla Consulenza on line che, opportunamente veicolati dalla stampa, creano ingiustificato allarmismo e pregiudizi poi difficili da sfatare. Così infatti prosegue l'articolo: 

"
Internet non è più soltanto il Grande Fratello, ma si trasforma per chi lo vuole nel Grande Psicologo o, meglio, nel Grande Sessuologo. Che si nasconde dietro identità velate da pseudonimi, dietro volti soltanto immaginati che condividono le stesse ansie, gli stessi timori di non riuscire ad avere una relazione stabile o di essere all’altezza delle aspettative del partner. «Si può dire che il web è diventato ormai il Grande Terapeuta, un esperto considerato valido scientificamente. Una sorta di sciamano che cura e consola con la parola usando un lessico quasi sempre paramedico e che può dispensare consigli anche per anni, fino a quando c’è uno spettatore pronto a domandare ed uno ad ottenere risposte».

Su che basi si afferma qui, anche alla luce dei dati raccolti con questa ricerca (di mercato), che Internet è il Grande Terapeuta, il Grande Psicologo, il Grande Sessuologo?
Così scrivendo si commette, a mio parere, l'ingenuità di confondere il fine (che è quello di avere una risposta alle proprie domande) con il mezzo (appunto, la Rete).

Cercare persone a cui chiedere consigli, anche intimi, non mi pare una novità... Una volta se ne parlava, sempre in forma anonima, col confessore, oppure si scriveva alla 'posta del cuore' di qualche giornale,  oppure si andava in una città dove si era completamente sconosciuti per chiedere consiglio ad un professionista del luogo... Insomma, non è Internet che ha creato l'anonimità della richiesta di consulenza: c'era anche prima!

E se su Internet colui che chiede si nasconde dietro un nick name, non può farlo per tutelare, legittimamente,  la sua privacy?
 Cosa c'è di male? 
Diverso è invece sapere chi risponde alle domande, quali sono i suoi titoli, le sue competenze, ecc. Ma tutti gli Ordini Professionali pretendono che questo avvenga e, laddove c'è un 'dottore vero', c'è anche il suo numero di Iscrizione all' Albo.

Se poi una persona desidera chiedere come si utilizza il Viagra a chi gli pare, mettiamo ad esempio ad un altro tifoso del Forum Forza Roma ! (non so se esiste davvero) che incontra online, ha tutto il diritto di farlo, ma nessuna persona sana di mente crederebbe di aver così chiesto una consulenza al
Grande Terapeuta.
Dunque, mi sembra che quanto espresso nella ricerca e nell'articolo siano paure infondate,  conclusioni superficiali.

Come un po' infondati (scusate la franchezza), mi sembrano i dati raccolti da questi investigatori-antropologi. Leggiamoli:

Sono sei in particolare i temi per cui si chiedono consigli. Nello specifico: "Il 48% discute di questioni legate alla sessualità fisica e corporea, il 23% vuole risolvere problemi di sentimenti e relazioni, il 10% confessa disagi emotivi e difficoltà di relazione e l’8% vuole consigli per trovare una soluzione a patologie o malattie sessuali e riproduttive. Per i maschi i temi più scottanti da affrontare sono erezione e dimensioni dell’organo sessuale, per le donne il chiodo fisso sono gli uomini, da dibattere in ogni possibile accezione". 

I problemi per cui gli uomini chiedono consulenza online sono dunque, pù o meno, quelli attesi, ma il problema principale delle donne ve lo aspettavate? Il problema delle donne che navigano in Internet sarebbero... Gli uomini ! Sic e simpliciter.
La domanda sorge spontanea: forse sulle problematiche esposte dalle donne su Internet non compare così spesso la magica parolina: 'Viagra'?

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Del Viagra abbiamo parlato, su questo sito, molte volte. Vedi ad esempio:

Viagra spam

Anche voi vi siete chiesti più volte chi poteva inviare tutti i messaggi spam che intasano le nostre caselle di posta elettronica, consigliandoci di comprare il Viagra? Bè, leggete questa notizia:Le autorita' australiane stanno indagando su un uomo di Melbourne...

Intervista al Prof. Giorgio Rifelli di Giuliana Proietti

Intervista al prof. Giorgio Rifelli, sessuologo

Disfunzioni sessuali femminili: disease mongering

Disfunzioni sessuali femminili e case farmaceutiche

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Seul (Reuters) - I sud-coreani sono lontani dall' essere felici della loro vita sessuale, i giapponesi cercano di eludere i loro problemi, mentre i francesi si mostrano più soddisfatti, almeno secondo un recente studio condotto su circa 1.200 uomini e...

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