Il matrimonio visto dal tavolo dei fotografi.

 
"Gli uomini si sposano perché sono stanchi, le donne perché sono curiose: gli uni e gli altri restano sempre delusi."

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, 1891

Un tempo sognavo il matrimonio e non è detto che un giorno non decida di provarlo (sempre che incontri un uomo così bravo da farmi credere che mi amerà e rispetterà per tutta la vita).

Mi attaccavo alle vetrine degli abiti da sposa come una salamandra su un muretto assolato, e sognavo bouquets, giarrettiere e cocktail di gamberi in salsa rosa. L'immagine di lui era un pò più sfocata ma, si sa, il matrimonio in quanto celebrazione "esteriore" è più delle donne (sposa, damigelle, suocere con la veletta). Il marito, solitamente, è solo il più importante tra gli invitati di sesso maschile.

Il mio rapporto col matrimonio è iniziato a cambiare in seguito a due importanti eventi:

1) l'assoluta insofferenza del mio ex ex (ex al quadrato, insomma) per il solo pensiero di dover partecipare, un giorno, alla "tortura" suddetta;

2) il fatto di aver presenziato a centinaia di nozze, da una prospettiva per la maggior parte di voi inedita... ma assolutamente illuminante: quella offerta dal tavolo dei fotografi.

Non che io sia una fotografa (in verità dovevo essere assente il giorno in cui il Creatore distribuì il senso pratico...ho quindi poca dimestichezza con tutto ciò che consti di più di due, tre pezzi e che funzioni con un qualche tipo di energia artificiale...figuratevi, quindi, se possa tenere in mano una Reflex!!).

Sono però una cantante che, dunque, si trova spesso ad allietare il ricevimento di perfetti estranei (rigorosamente appellati come se li conoscessi da sempre) con il solito repertorio-da-matrimonio (in cui non possono mancare La ragazza di Ipanema e almeno un pezzo di Mina...sennò a fine serata non ti pagano), e a consumare frettolosamente stralci del succulento pasto nuziale al tavolo condiviso con i fotografi.

Che, tra uno scatto in posa "Oh, quanto siamo felici oggi" e l'altro in modalità "Mi fanno un male cane i tacchi, ma devo far finta che sia lo stesso il giorno più bello della mia vita", ti raccontano - con una buona dose di ridanciano sarcasmo ed allegro cinismo - gli aneddoti nuziali più strani che gli siano capitati.

Si va dalla sposa sorpresa in bagno in compagnia del testimone (ma no, le teneva solo il velo mentre faceva la pipì...!) a quella che litiga con la suocera e si ritira in albergo nel bel mezzo dei festeggiamenti;

C'è poi la categoria "Fumi dell'alcool" che vede gli sposi - ubriachi come due spugne - litigare furiosamente o, all'opposto, lasciarsi andare in effusioni sfrenate davanti a tutti gli invitati.

La mia categoria preferita, però, è quella dei "Servizi fotografici non ritirati", tra le ire dei poveri professionisti dell'immagine che - oltre a spappolarsi il fegato perchè, da 20-30 anni, mangiano quasi ogni giorno "il" trittico di antipasti fumè e "il" risotto con crema di asparagi e scampi (fateci caso, nei menù di nozze le pietanze hanno tutte l'articolo determinativo, per distinguerle dalle equivalenti pietanze consumate nella singletudine o nella peccaminosa convivenza) - devono pure mettere in mezzo l'avvocato per ricevere il saldo delle foto che, non ancora sistemate nell'album in pelle (pesante più o meno una tonnellata), ritraggono un "amore" che già non esiste più.

I record di cui ho notizia sono i seguenti:

-6/12 mesi: i fotografi più lenti nella consegna dei servizi sono senz'altro i più penalizzati. Se non hanno avuto l'accortezza di farsi pagare anticipatamente, in questo lasso di tempo dozzine e dozzine di sposi saranno già tornate a vivere "da mammà";

-al ritorno dal viaggio di nozze: tipicamente, in questo caso, il fotografo non ha neanche più un contatto visivo con la coppia scoppiata. E' classica la scena della suocera/suocero che va in negozio e, con visibile imbarazzo, salda il conto chiedendo se può avere uno sconticino "causa inutilizzo".

-And the winner is... il fotografo che mi raccontò di quando, la mattina successiva al fausto evento, si vide presentare in negozio la sorella della sposa (ancora con  residui di trucco sulla faccia e forcine intrappolate tra i boccoli laccati) che gli disse: "La prego, non le sviluppi neanche. Stanotte si sono lasciati".

E vissero ritratti e contenti. Amen.

 


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