Coppie in lirica (1). Rodolfo, Mimì e il loro "addio senza rancor".

 
"La Bohème". Musica di G. Puccini su libretto di Illica e Giacosa.
 
A Milano, Teatro Villa - Sabato 20 Marzo e Domenica 21
 
Parigi, 1830.  Quattro giovani amici - il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline - conducono una vita  "bohémien": non si preoccupano dei soldi e del domani, racimolano quello che possono con la loro arte (e qualche espediente per posticipare il più possibile il pagamento dell'affitto!), celebrano l'amore che può legare due persone, anche al di fuori del matrimonio, e la bellezza che può esistere in ogni cosa.
 
E' la vigilia di Natale, e Marcello, Colline e Schaunard escono per andare a cenare al Quartiere Latino. Rodolfo si ripromette di raggiungerli dopo aver finito di scrivere un articolo per un giornale. Ma il destino lo interrompe, con una "gelida manina" che bussa alla sua porta.
 
E' quella di Mimì, una bella e giovane grisette che abita in una soffitta dello stesso casamento. Le si è spenta la candela, chiede aiuto a Rodolfo: ma, appena entrata, si sente male e le cadono di mano il candeliere e la chiave di casa. Rodolfo è colpito dal pallore e dalla bellezza della fanciulla. l'aiuta a rimettersi ma, trovata nel buio la chiave, si guarda bene dal restituirla a Mimì: chiamato a gran voce dai coinquilini impazienti di far baldoria, convince la ragazza ad unirsi a loro. Mimì dolcemente accetta. Già innamorati, i due giovani si baciano, poi a braccetto, si avviano al Quartiere Latino, dove Rodolfo presenta la ragazza agli amici e le regala una cuffietta rosa.
 
Le settimane passano, ma l'amore tra Rodolfo e Mimì, iniziato con i migliori auspici, pare nel frattempo vacillare. Rodolfo è inspiegabilmente diventato geloso ed irascibile, le liti e le incomprensioni sono all'ordine del giorno e la fanciulla, disperata, chiede aiuto a Marcello, amico ormai comune.
 
La stessa mattina, nascosta dietro agli alberi, Mimì assiste al colloquio tra Rodolfo e Marcello, che chiede all'amico le ragioni del suo assurdo comportamento nei confronti della donna: il poeta in un primo momento la accusa di leggerezza (Mimì è una civetta...) e infedeltà ma poi - dietro insistenza di Marcello - confessa la vera ragione del suo modo d'agire.
 
Mimì è gravemente ammalata e la vita nella fredda ed umida soffitta finirebbe per abbreviarle l'esistenza: è necessaria quindi una separazione.
 
Mimì, dal suo nascondiglio, si lascia sfuggire un singhiozzo, e Rodolfo la scopre. Un appassionato colloquio s'intreccia tra i due amanti, che ricordano con nostalgia tutte le gioie del periodo trascorso insieme e si dicono addio, ma "senza rancor" (guardate questo struggente momento nel video in basso).  Mimì lascia a Rodolfo la cuffietta rosa in segno d'amore.
 

Il tempo trascorre inesorabile. Da qualche tempo, ormai, Rodolfo e Mimì - pur amandosi e rimpiangendosi vicendevolmente - sono lontani. Rodolfo a casa ostenta allegria e indifferenza ma, nuovamente, il destino bussa a quella stessa porta che aveva visto nascere l'amore.
 
Musetta (protagonista dell'altra travagliata storia d'amore dell'opera, di cui parleremo la prossima volta) accompagna Mimì sofferente e semisvenuta. La ragazza è infatti gravissima: sentendo prossima la fine ha voluto rivedere il suo Rodolfo e Musetta l'ha accontentata.
 
Rodolfo adagia Mimì sul letto e gli amici si prodigano per recarle qualche conforto: Musetta venderà i suoi orecchini, Colline impegnerà il suo vecchio pastrano. Rimasta sola con Rodolfo  Mimì rievoca i dolci momenti trascorsi insieme e si stringe ancora, con infinita passione, all'unico uomo che ha veramente amato.
 
Rodolfo continua a sperare in un miracolo finché il contegno degli astanti gli rivela che Mimì si è spenta. Piangendo, si getta allora sul corpo della fanciulla invocandola disperatamente.
 
 
La scena più bella, quella dell'Addio senza rancor
 
Qual è il messaggio di Rodolfo e Mimì per le coppie del XXI secolo?
 
Credo sia questo: che l'amore vero è quello che si nutre sia di piccoli gesti romantici (una chiave nascosta, una cuffietta rosa che diventa pegno d'amore...), che di grandi atti di altruismo. Rodolfo, pur amando perdutamente Mimì, la allontana facendo violenza a se stesso pur di darle una possibilità di "salvezza" con un uomo benestante, che le consenta di vivere in modo più confortevole. Quando Mimì scopre l'inganno si rende conto di quanto immenso sia quel sacrificio e lo accetta, dicendo addio al proprio amato, senza rancore.
 
Certo, direte voi, questa è una situazione limite, in quanto imposta da circostanze esterne. Ma anche quando l'amore da una o da entrambe le parti viene meno, e si commettono delle mancanze reciproche, il rancore che serbiamo nei confronti dell'altro fa male solo a noi stessi. Va bene essere addolorati, va bene tirar fuori inizialmente tutta la rabbia che abbiamo... per lasciarla, però, andar via e ritrovare la pace in noi stessi.
 
"Che tu sia felice, anche se non lo sarai con me; e che io possa essere altrettanto felice, anche se non lo sarò con te"...

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: