Un figlio a tutti i costi? Non lasciarsi fregare dall'orologio biologico.

 
E' di questi giorni la notizia che, a Milano, una donna su dieci mette al mondo un figlio senza riconoscerne il papà.
 
Dopo il sorpasso dei singles sulle coppie, e il boom di figli al di fuori del matrimonio, il capoluogo lombardo batte questo nuovo record, captando peraltro una tendenza presente già da tempo nel Nord Europa.
 
Ma chi sono queste mamme single? Secondo le statistiche della clinica Mangiagalli, si tratta per metà di giovani immigrate e, per l'altra metà, di mature esponenti della middle class italiana.
 
Donne lavoratrici, indipendenti economicamente che, superati  abbondantemente i trenta, non resistono al ticchettio dell'orologio biologico e, sicuramente più per scelta che per caso, decidono di diventare mamme anche se non hanno un compagno ufficiale a fianco.
 
Protagoniste in tutto e per tutto della loro vita, insomma. E i bambini, dove li mettiamo??
 
La psicoterapeuta Elena Rosci avverte che "la scelta non è priva di rischi: il bambino nasce senza un paracadute familiare e, dunque, rischia di essere meno protetto, anche economicamente".
 
Certo, vi sono un sacco di madri che se la sono cavata egregiamente a crescere i figli da sole, a causa del rifiuto da parte del padre di riconoscerli, della fine del rapporto sentimentale o perchè rimaste vedove.
 
Ma, permettetemi, per me privare programmaticamente un bambino della possibilità di avere una figura genitoriale maschile è puro egoismo.
 
A quel bambino mancherà un elemento importante per la crescita, un modello da ammirare, un referente alternativo alla madre nelle piccole e grandi questioni esistenziali. 
 
Gli mancheranno le immagini di vita quotidiana di quell'amore di cui lui doveva essere il frutto, il dialogo e il confronto tra i genitori, gli mancherà una parte di sè, ogni volta che si guarderà allo specchio e noterà lineamenti che non assomigliano a quelli della madre.
 
Certo, potrebbe pure farcela a vivere discretamente bene e avere i suoi sprazzi di felicità. Ma non è certo la situazione ideale per "costruire" un adulto equilibrato.
 
L'istinto materno è forte in molte di noi, lo so. A una certa età la voglia di procreare esplode ma, secondo me, dobbiamo usare il cervello e mettere al primo posto non la nostra felicità, ma quella del bambino che nascerà.
 
Solo una donna disposta a rinunciare ad essere madre è matura per esserlo.
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