Venusiane su Marte: S. Siro e la passione maschile per il calcio

Ricordate il best seller di John Gray Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere? Vi si argomentava che, alla base delle incomprensioni uomo-donna e, quindi, dei problemi di coppia, vi fossero delle irriducibili diversità psicologiche e comportamentali.

Ebbene, la qui presente venusiana ha deciso di avventurarsi in territorio ostile. Del resto, se col "nemico" vuoi combattere ad armi pari, devi innanzitutto conoscerlo.

Quello del calcio è un universo che le donne hanno iniziato a frequentare da (relativamente) poco tempo.

Ci sono squadre femminili, certo, ma i campionati che contano sono tutti al maschile.

Ci sono giornaliste e conduttrici esperte, ma - se chiedi in giro - la maggior parte delle donne non ha ancora capito la regola del fuorigioco.

Infine, se dici calciatore e chiedi un'associazione mentale "al femminile", molti ti diranno velina.

Perciò ieri, in occasione di Inter-Cagliari, sono partita da Venere per avventurarmi, con poche altre (sconosciute) compagne, in quella roccaforte di testosterone che è San Siro.

Che la diversità "di trattamento" riservata ai due sessi non sia solo una mia congettura, ma una realtà oggettiva, me lo rivela già il prezzo del biglietto: "Te paghi di meno perchè sei donna"... beh, grazie, lo prenderò come un invito gentile a una nostra maggiore partecipazione.

Si va in curva Nord. Mi guardo intorno: la proporzione è di circa 1 donna su 20 uomini. Li vedo applaudire, infiammarsi seguendo le azioni, esultare per i goals... e, soprattutto, li sento cantare fantastiche dichiarazioni d'amore. Per la squadra, è ovvio.

Declamano versi come

"Ti seguiremo ovunque andrai
sempre al tuo fianco tu ci vedrai
perchè l'Inter è nel mio cuore
è la mia vita, l'unico mio amore"

oppure

"Siamo sempre al tuo fianco, io di te non mi stanco...sei la cosa più bella che c'è"

E, inevitabilmente, nel cervello venusiano, scatta la seguente considerazione:

Ma allora, quando volete, le sapete fare le dichiarazioni d'amore!!

Torno emozionata all'astronave... e mentre il pianeta rosso scompare dalla visuale, penso che - anzichè lamentarci (come spesso facciamo) se lui, durante la partita, non ci ascolta o non si accorge neanche del nuovo taglio di capelli - potremmo provare a condividere davvero la sua passione.

Potremmo sforzarci di studiarla, quella benedetta regola del fuorigioco, e rimanergli accanto, allo stadio o sul divano, attente a quello che succede in campo, invece di sbadigliare e pensare con rassegnazione ai mondiali dell'estate, che lo terranno incollato al televisore (e al frigorifero, per le birre ghiacciate).

Sì, gli uomini sono di un altro pianeta, ma in fondo non ci hanno mai negato la possibilità di visitarlo e provare a capirli veramente, nei loro entusiasmi, nei loro silenzi assorti. Anzi, a S. Siro, sull'entrata ci fanno persino lo sconto.

E chissà che un giorno, "sono sempre al tuo fianco...io di te non mi stanco", non finisca per cantarlo a me. Wink

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