Il desiderio di fecondità

Dati ISTAT sul desiderio di fecondità

Visudefault Il desiderio di fecondità delle donne in coppia da 18 a 49 anni è pari al livello di sostituzione delle generazioni (2,1 figli per donna). Qualunque sia il numero di figli già avuto nel corso della propria vita, le donne nelle fasce d’età più giovani tendono a dichiarare di desiderare un numero di figli leggermente superiore a quello delle donne un po’ più mature. Se la maggioranza delle donne che vivono in coppia (pari al 55,6%) dichiara che in totale nell’arco della propria vita desidererebbe avere esattamente due figli, circa un quarto di esse ritiene di volerne tre o più (22,5%), con quote crescenti tra le più giovani. Le scelte di fecondità sono condivise all’interno della coppia: tre quarti dei partner concordano sul numero di figli desiderati. L’accordo è tuttavia minore nelle coppie con nessun figlio (60,8%) e cresce all’aumentare dei figli avuti. Nel 9,6% dei casi sono gli uomini a desiderare più figli delle partner, contro l’8,1% delle coppie in cui avviene il contrario. Nel Meridione si desiderano in media 2,3 figli per donna, seguono le Isole con 2,2, mentre nel resto del Paese ci si attesta su esattamente due figli. Inoltre nel Sud è maggiore la quota di donne che desiderano due figli (58,8%) o tre o più figli (29,%), contro valori minimi del Nord-ovest (rispettivamente 53,9% e 18,4%). Al Centro-nord, dove prevale il modello del figlio unico, è anche maggiore la quota di donne senza figli che desiderano un solo figlio (31% nell’Italia centrale, 29,2% in quella nord-orientale e 24,6% in quella nord-occidentale contro il 16,1% dell’Italia meridionale). Nelle Isole le donne senza figli che ne desiderano solo uno sono il 26,6% soprattutto per effetto della Sardegna in cui prevale un modello di bassa fecondità.

Fonte: ISTAT

Commento: Del resto, un conto è desiderare uno o più figli (e così pare che facciano le più giovani), un conto è decidere di metterlo al mondo (le più 'adulte', che si sono già scontrate con il precariato sociale, l'incertezza del futuro, la mancanza di mezzi economici ecc. ci pensano bene...).

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

  • shares
  • Mail