Le convivenze in Italia

Dati ISTAT sulle convivenze in Italia

Senza_titolo2 Negli ultimi decenni la quota di convivenze prematrimoniali è cresciuta notevolmente ed è cambiata la loro natura.Se solo l’1,4% dei matrimoni celebrati prima del 1974 era stato preceduto da una convivenza, tale quota sale al 9,8% tra il 1984 e il 1993, al 14,3% tra il 1994 e il 1998 e raggiunge il 25,1% dei matrimoni più recenti (1999-2003) (figura 2).
Tra coloro che si sono sposati nell’ultimo decennio, la quota di convivenze prematrimoniali raggiunge valori maggiori nel Nord-est (22,1% nel quinquennio 1994-1998 e 34,1% nel 1999-2003) e nel Nordovest (14,8% e 33,7% rispettivamente), mentre, per coloro che si sono sposati prima del 1984, i valori più elevati si rilevano nell’Italia Insulare (7%), dove era diffuso il fenomeno del «ratto consensuale» finalizzato a strappare il consenso della famiglia alle nozze.
La crescita delle convivenze prematrimoniali per chi ha già avuto una prima esperienza matrimoniale è stata molto rilevante: dal 17,5% tra chi ha contratto nuove nozze prima del 1974, al 67,6% dei secondi e terzi matrimoni celebrati nell’ultimo quinquennio.
Anche la durata della convivenza è differente tra chi convive senza essersi mai sposato in precedenza (un paio di anni) e chi ha invece già avuto una esperienza coniugale alle spalle (quasi quattro anni per le persone sposate tra il 1993 e il 2003): ciò in parte è dovuto all’attesa dell’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie alla celebrazione delle nuove nozze.
La convivenza prematrimoniale di lunga durata rappresenta un modello di unione che si è andato
affermando solo recentemente. Tra le persone sposate prima del 1974, ben il 35,6% delle convivenze
prematrimoniali non superava i 6 mesi, mentre tra quelle sposate dal 1999 al 2003 tale quota raggiunge appena l’11,6%; crescono, viceversa, soprattutto le unioni prematrimoniali, che hanno raggiunto 4 anni o più (dal 21,8% al 28,7%).
Le quote di coloro che erano decisi a sposarsi sin dall’inizio della coabitazione diminuiscono nel corso del tempo (dal 70,4% per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 1974 al 49,7% per quelli sposati più recentemente), mentre crescono gli indecisi (dal 20,3% al 31,8%) e coloro che non
prevedevano il matrimonio (dal 4,9% al 13%).
Aumentano anche le convivenze in cui almeno uno dei partner era in attesa di una sentenza di divorzio (dal 5,4% al 17,5%), mentre coloro che erano contrari al matrimonio continuano a rappresentare un’esigua minoranza (circa il 2%).
I residenti nel Mezzogiorno sono più decisi a sposarsi fin dall’inizio della convivenza (70,6%) rispetto
ai residenti nel Nord e nel Centro (49,1% e 42,7% rispettivamente), dove tale esperienza sembra invece essere affrontata a prescindere dalla prospettiva del matrimonio.
La convivenza prematrimoniale si configura sempre di più come un periodo di prova dell’unione.
Infatti, coloro che non erano decisi sin dall’inizio hanno indicato due principali motivi che hanno spinto alle nozze: «La vita in comune ha confermato che potevamo sposarci» (60,5%) e «Aspettavamo o volevamo un bambino» (14,6%). Tuttavia, mentre la prima di queste motivazioni tende ad assumere nel tempo sempre maggiore peso (dal 54% per coloro che si sono sposati prima del 1974 al 64,9% per quelli sposati più recentemente), la seconda scende, dal 17,3% al 9,1%. Infine l’8,4% delle convivenze prematrimoniali si è concluso con il matrimonio per «soddisfare le aspettative dei genitori o di altre persone» e il 6,3% per «le difficoltà che l’unione libera incontra nella società», segno di una ancora incompleta accettazione sociale di questa forma familiare.

Fonte: ISTAT

Commento: Se è ancora 'incompleta' ci sarà un perché... Forse qualcuno che rema contro? Qualcuno che è contro la sessualità, contro gli anticoncezionali, contro il divorzio, contro l'aborto, contro la fecondazione eterologa, contro i PACS, insomma, sempre e comunque 'contro'. Questi dati però dimostrano che sta crescendo il 'partito' di chi è contro chi è contro. Speriamo che 'qualcuno' sappia leggerli, questi dati, e soprattutto capirli...

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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