La tolleranza: perdonarsi l'un l'altro le proprie follie

Impare ad essere tolleranti verso sé stessi e verso gli altri si può. Ecco come.

Rearview_1 ‘Tolleranza’ in termini psicologici significa ‘sopportazione’, ovvero la capacità di sostenere tensioni e frustrazioni, padroneggiando e adattando i propri comportamenti anche di fronte a mancate gratificazioni immediate (istintuali o esistenziali), sia nei confronti del proprio vissuto, sia nei confronti di quello degli altri.
La persona tollerante si astiene dal penalizzare, anche solo con giudizi negativi, tutti gli atteggiamenti, i modi di fare, i convincimenti diversi, per contenuto o finalità, dai propri. 
Voltaire diceva che la tolleranza è la necessaria conseguenza della convinzione di essere uomini fallibili. Errare è umano e tutti noi commettiamo continuamente degli errori: ‘perdoniamoci dunque l’un l’altro le nostre follie’. Voltaire fa dunque appello alla nostra onestà intellettuale: dobbiamo confessarci i nostri errori, la nostra fallibilità, la nostra ignoranza.
L’unica cosa veramente difficile da tollerare, diceva Voltaire, è l’intolleranza.

Il filosofo Karl Popper, in un suo saggio su Tolleranza e responsabilità morale propone un'etica professionale, basata su 12 principi che, almeno in alcuni punti, mi sembrano importanti da applicare anche nella vita di coppia.
Ve ne sintetizzo qui i punti principali:

- E’ impossibile evitare ogni errore, o anche quelli in sé evitabili;

- Naturalmente rimane nostro compito evitare quanto possibile gli errori;

- Dobbiamo imparare dai nostri errori (dissimulare gli sbagli è il più grosso peccato intellettuale);

- Dobbiamo imparare ad accettare, con gratitudine, quando altri richiamano la nostra attenzione sui nostri errori;

- Dobbiamo avere ben chiaro che noi necessitiamo degli altri per scoprire e correggere gli errori (e loro hanno bisogno di noi), in particolare di persone cresciute con altre idee ed in una diversa atmosfera;
.
- Dobbiamo imparare che l’autocritica è la migliore critica, che però la critica esercitata da altri è una necessità.


Rif. Bibliografico:
Karl Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando
Galimberti, Dizionario di psicologia, De Agostini

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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