Ironia e sarcasmo

La differenza fra ironia e sarcasmo

Magritte44_2Socrate per ‘ironia’ intendeva il porre delle domande al suo interlocutore, mostrandosi incapace di trattare compiutamente l’argomento in questione, fingendosi ignorante. Attraverso una sottovalutazione di sé e del proprio sapere, Socrate costringeva l’interlocutore a giustificare fin nei minimi dettagli la propria posizione, il che lo conduceva spesso a riconoscerne l’infondatezza, la contraddizione implicita, facendo cadere l’avversario vittima del suo presunto sapere.
La nozione di ironia la si trova anche in Aristotele, nel senso di ‘dissimulazione’ o mascheramento di una verità dietro il suo contrario.

“L’essenza dell’ironia consiste nell’affermare il contrario di ciò che intendiamo comunicare all’altro - scriveva invece Sigmund Freud ne 'Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio' - al quale però risparmiamo di doverci contraddire facendogli capire, con l’inflessione della voce, i gesti o, quando si tratta di cose scritte, piccole spie stilistiche, che noi stessi intendiamo affermare il contrario di ciò che diciamo. L’ironia può essere impiegata solo quando il nostro interlocutore è preparato ad udire il contrario, di modo che non manchi in lui l’inclinazione a contraddire. Data questa determinazione, l’ironia è particolarmente esposta al pericolo di non essere capita. A chi l’impiega, essa offre il vantaggio di far aggirare facilmente le difficoltà delle espressioni dirette, per esempio nell’invettiva; nell’ascoltatore, genera piacere comico, probabilmente perché lo spinge ad un dispendio contraddittorio che viene immediatamente riconosciuto superfluo. Un tale paragone fra il motto e una specie del comico che gli è propria può rafforzare in noi la supposizione che il rapporto con l’inconscio, peculiare dell’arguzia, forse la distingua anche dalla comicità’ (da Freud, Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio). 

Oggi, in termini psicologici, per ironia intendiamo una ‘forma di distaccato umorismo che mira alla relativizzazione delle false sicurezze e alla presa di distanza da atteggiamenti intransigenti e dogmatici’.

L'ironia può essere usata anche per altre finalità; come ad esempio per attaccare un’altra persona, o per difendersi da questa. In questo caso, per spiegare meglio i meccanismi della comunicazione ironica, potremmo pensare alla metafora del gioco della scherma, un “fencing game’ in cui ci si fronteggia aspramente, ma mai in modo veramente lesivo, senza mai sfoderare armi che possano realmente fare troppo del male.

Quando l’ironia diventa troppo aspra e brutale infatti non è più ironia, ma ‘sarcasmo’. L'obiettivo del sarcasmo è quello dell'attacco astuto, al fine di svilire e mortificare un interlocutore, situazione, quindi, in cui il dialogo esiste solo per ridurre al silenzio la controparte. Il piacere, in un dibattito sarcastico, non nasce dal conversare insieme gustosamente, ma dal fatto di riuscire ad umiliare l'oggetto cui è rivolto il sarcasmo; per questo il divertimento, in tale circostanza comunicativa, potrà essere esclusivamente di un solo interlocutore, o di una sola parte dei partecipanti allo scambio verbale, mentre per chi resta vi saranno solo risa di scherno.

Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

Rif. Bibliografici:

Galimberti, Dizionario di psicologia, De Agostini,
Dizionario di Filosofia, Garzanti
Stefano Floris, L'ironia, ovvero la filosofia del buonumore, Marco Valerio editore


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