Sai, ho bevuto...

L'alcool come giustificazione dei comportamenti devianti e violenti ed altro ancora.

Drunk20feel L’alcool è una delle sostanze psicoattive più antiche e più utilizzate: ad esso infatti, fin dalle epoche più antiche, si abbina una sessualità disinibita, promiscua, spesso violenta.
C’è sempre stata tuttavia una fondamentale distinzione di genere nella fruizione dell’alcol: nell’antica Roma ad esempio il consumo di vino nelle donne era punibile addirittura con la morte, in quanto direttamente collegato con l’adulterio o con altre situazioni che avrebbero potuto mettere a rischio l’integrità familiare, come ad esempio la maggiore possibilità per la donna di essere stuprata ed anche fecondata da una persona estranea.
Le ricerche sui comportamenti che collegano alcool e sessualità sono state numerose, ma sono arrivate a dati contrastanti, per un motivo preciso: l’alcool in un primo momento produce effetti quali ilarità, emozioni positive, eccitazione, euforia, estroversione, ma in una seconda fase fa registrare effetti completamente opposti, come depressione, stanchezza e tensione. Gli studi contrastanti potrebbero dunque essere dovuti alla registrazione di determinati comportamenti in fasi diverse degli effetti alcolici.
Nella prima fase infatti potrebbe esservi un aumento dell’eccitazione sessuale, ma nella seconda fase si assiste chiaramente ad un effetto di soppressione.
Alcuni studi (Farlas e Rosen, 1976) hanno dimostrato che la tumescenza peniena viene potenziata ad un valore di alcoolemia dello 0,025% e viene inibita all’aumentare dei valori (0,050 e 0,075%) Malatesta et al. (1979) hanno riscontrato che l’alcoolemia correla con una diminuzione dell’efficacia nella masturbazione maschile e una riduzione del periodo di latenza dell’orgasmo e della capacità di eiaculare. E nelle donne? Anche nelle donne gli esiti sarebbero simili. Wilson e Lawson (1978) hanno dimostrato che l’assunzione di alcool produce una diminuzione dell’eccitazione sessuale femminile, con una diminuzione della pressione sanguigna vaginale e del suo volume di sangue. Malatesta et al. (1982) hanno riscontrato che l’aumento di alcoolemia nella donna produce un periodo di latenza dell’orgasmo ed una minore capacità orgasmica. Ma allora, perché molti sono convinti che bere un bicchierino prima di avere un rapporto sessuale migliori la prestazione?
Si tratta di pregiudizi, di false convinzioni, popolari nella cultura in cui si vice.
Le persone infatti che vivono in determinate società, condividono ed acquisiscono insieme una serie di credenze, vere o false, relative al modo in cui il consumo di alcool influisce sulla fisiologia, sulle cognizioni, sulle emozioni, sui comportamento e sul giudizio sociale. Vi sono diverse concezioni sull’alcool anche nei diversi gruppi che compongono una società ed, ovviamente, fra le diverse culture.
Tra le persone che sono convinte che l’alcool faciliti i rapporti sessuali, vi è in effetti l’abitudine di bere prima di un rapporto: si è visto che la sola aspettativa di ciò è in grado di influenzare l’eccitamento sessuale e la percezione della disinibizione (George et al. 2000), di aumentare la tumescenza peniena (Wilson, Niaura e Adler, 1985) e di incrementare la propria valutazione dell’eccitazione sessuale (Lang et al. 1980).
Nel caso di alcuni bevitori, l’alcool funziona invece come una vera e propria ‘scusante’ per permettere loro di sentirsi completamente liberi di far emergere i comportamenti maggiormente devianti e disapprovati a livello sociale.
Chi ha bevuto infatti, si ritiene, non è completamente responsabile delle sue azioni e, visto che questa è una convinzione abbastanza condivisa, consente a chi ha bevuto di poter mettere in atto dei comportamenti che sfidano la morale e la riprovazione sociale. In particolare questo funziona per quei soggetti che hanno un senso di colpa nei riguardi della sessualità. L’alcool offre dunque una giustificazione, nei confronti degli altri, della propria morale, per lasciarsi andare a Drunk_couple_1 comportamenti ed interessi altrimenti proibiti (aggressività, comportamenti audaci, comportamenti sessuali a rischio, guida pericolosa ecc.). Questo è in particolare valido per le fasce giovanili. Bonino e Cattelino (1999) hanno rilevato ad esempio, su un campione di 1469 ragazzi piemontesi, che il consumo di alcoolici correla con un maggior numero di partner sessuali e con rapporti sessuali precoci. Il consumo di alcool viene visto come un mezzo da utilizzare nei momenti di tensione, come avviene durante il primo incontro o un rapporto sessuale desiderato, ma temuto. Inoltre l’alcool può consentire comportamenti sessuali più disinibiti, con partner nuovi ed occasionali.
Il consumo di alcool in questi casi è ovviamente più frequente se i due partners non sono innamorati, se non sono due partners fissi oppure se è necessario giustificare a sé stessi o agli altri i propri comportamenti sessuali.
Usethis Bere insieme aumenta l’interesse verso la sessualità: alcuni studi ci mostrano che una persona che ogni tanto alza il gomito viene considerata più sexy (Garcia e Kushnier, 1987) rispetto ad una che non consuma alcool. Uomini e donne che hanno bevuto vengono percepiti da persone del sesso opposto come partners più disponibili e desiderosi di intraprendere un rapporto sessuale (Corcoran e Bell, 1990; Velez-Blasini e Brandt, 2000). In un incontro, una donna che consuma alcool viene considerata come più disinibita, più disponibile, più propensa ad avere rapporti sessuali completi, rispetto ad una che non beve alcool. (George et al, 1995).
Infine, gli uomini sono in genere convinti che far bere una donna possa servire ad attenuare la selezione da lei eseguita per la scelta dei suoi partner sessuali, portandola ad accettare anche partners che sarebbero altrimenti rifiutati: ebbene, si è visto invece in uno studio (Wlsnack, 1991) che solo l’8% di un campione di 551 donne bevitrici ha dichiarato di essere diventata meno selettiva a causa dell’alcool ingerito. Uomini ‘sgradevoli’ siete avvisati.

Fonte: Pietrantoni L. Prati G., Alcol e comportamenti sessuali: quale relazione? Riv. Sessuologia, vol. 29, n.4 2005 CIC

Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

Tags:

  • shares
  • Mail