Parafilie, perversioni, devianze

Definizioni di 'parafilia'

Annunziata_gianlucaIl termine 'parafilia' (dal greco para παρά = "presso", "accanto", "oltre" e filia φιλία = "amore", "affinità") è un termine coniato appositamente per indicare in un'unica classe alcuni disturbi sessuali, che possono essere di lieve entità (presenza dell'impulso senza la sua messa in atto), di moderata entità (la messa in atto è occasionale) o grave entità (la messa in atto è ripetuta e abituale, per almeno sei mesi). Il termine sostituisce quelle che una volta erano definite  'perversioni' o 'deviazioni' per togliere loro l'accezione implicita di "cosa sbagliata".
Esempi di parafilie sono il feticismo, il travestitismo, la pedofilia, la gerontofilia, la zoofilia, l'esibizionismo, il voyeurismo, il sadomasochismo, la coprofilia, la necrofilia, la urofilia ecc.
In pratica si tratta di un eccitamento sessuale provocato da situazioni o oggetti esterni, che possono interferire con la capacità del soggetto di stabilire relazioni sessuali basate sullo scambio reciproco.
Perché si è voluto togliere quel giudizio morale negativo, implicito nel concetto di 'perversione'?
Perché la pratica clinica dimostra che fantasie o comportamenti sessuali di tipo parafiliaco sono presenti anche in individui 'sani', da ogni punto di vista.
Un comportamento parafiliaco può diventare patologico solo in tre casi: 1. l'esclusività, 2. la compulsività, 3. il danno, arrecato a sé stessi o agli altri. Infatti, se il soggetto ha desideri e comportamenti esclusivi, che prevedono arousal o gratificazione sessuale unicamente per un determinato oggetto o comportamento (esempio feticci femminili come biancheria intima, calze, scarpe ecc.), se il comportamento è compulsivo (cioè si prova la spinta  a metterlo in atto anche quando comporta palesi conseguenze negative o non è apprezzato dal/dalla partner sessuale), se si arreca danno , disagio, sofferenza, problemi legali ecc. a sé stesso e agli altri, allora siamo di fronte ad una vera e propria patologia.
Finché la parafilia non interferisce con il normale svolgimento delle attività sociali, familiari e lavorative invece, non si considerano più certi comportamenti o desideri come perversioni o deviazioni. E' indubbio tuttavia che le persone in cui determinati comportamenti parafiliaci siano particolarmente radicati, possano arrivare a compiere atti illegali o criminosi legati al soddisfacimento dei propri impulsi. I reati in cui i soggetti possono essere coinvolti sono quelli contro la persona (Art. 609 bis - Violenza sessuale) o quelli contro la moralità pubblica (Art. 527 - Atti osceni).

Bibliografia
Galimberti, Dizionario psicologico, De Agostini
Wikipedia
L. Pietrantoni, Introduzione, Riv. di Sessuologia, vol. 30 n. 1 2006, CIC

Dott.ssa Giuliana Proietti- Ancona

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