La ninfomania

Ninfomania: categoria psichiatrica o paura della sessualità femminile?

Ninfomane_1Spesso si dice di una donna che è ninfomane (dal greco nymphe, ragazza o ninfa, figura mitica dell’antichità e da manìa, follia), intendendo dire che non riesce a stabilire un rapporto di coppia duraturo e che, in preda all’eccitazione erotica, passa da un uomo all’altro, senza fermarsi mai. Il termine è stato coniato nell’ottocento, da parte di psichiatri che sapevano pochissimo della fisiologia e della psicologia della donna e che si rifacevano, per spiegarne i comportamenti, agli antichi concetti galenici dell’utero come causa di isteria.
In particolare, la comunità medica si interrogava  sulle cause della ninfomania : erano da cercare nei genitali o nel cervello? Infatti, dalle autopsie non emergeva nessun segno chiaro di anomalia. Anche la stessa masturbazione femminile era considerata a quei tempi insana, capace di portare dei seri sintomi psichiatrici, se non immediatamente repressa.
Il desiderio sessuale femminile insomma spaventava, specie se appariva ‘insaziabile’, tanto che i primi manuali psichiatrici lo hanno descritto come ‘furore uterino’. Il termine ‘ninfomane’ ebbe subito molta presa fra la gente comune e, tutt’oggi, è ancora molto utilizzato, con una chiara connotazione negativa.
Le spiegazioni sono state cercate nella patologia: patologico era il rifiuto della tradizionale sottomissione, patologico il rifiuto della vita matrimoniale e della maternità. Inoltre, si riteneva, che la donna con forti stimoli erotici, prima o poi, sarebbe diventata lesbica.
Un’altra interpretazione, che nasconde quasi la speranza che le cose stiano effettivamente così, è quella che vede la ninfomane come una donna frigida, inappagata, alla continua ricerca di rapporti sessuali, da consumare in modo freddo, impersonale, veloce. L’orgasmo non verrebbe mai raggiunto e se anche lo fosse, questo non basterebbe a rendere la donna soddisfatta. In modo compulsivo, morboso, la donna continuerebbe a passare da un uomo all’altro.
’La ninfomane, totalmente disinibita nei confronti del sesso, è costantemente insoddisfatta dei suoi rapporti sessuali, tutti impersonali e freddi, nonostante il furore con cui vengono consumati. Più che ipersessuale, la ninfomane, che spesso è anorgasmica e frigida, da taluni viene considerata una iposessuale insoddisfatta’ : così dice ad esempio il ‘Grande Manuale di sessuologia in 2701 parole di Donato Dino Cafaro (Rizzoli, 1989).
Non diversa la definizione che troviamo nel Dizionario dell’Erotismo di Ernest Borneman (Rizzoli, 1988): ’La ninfomane passa freneticamente da un uomo all’altro alla disperata ricerca del soddisfacimento e nell’illusione che il motivo della sua insoddisfazione sia dovuto soprattutto al suo partner’
Una terza spiegazione della totale disinibizione femminile nei confronti del sesso trova la causa nell'utilizzo di alcune droghe, come l’amfetamina o l’LSD. Una quarta spiegazione è invece francamente psichiatrica, ovvero dovuta a schizofrenia.
Per la cronaca, la ninfomania è stata citata per la prima volta come ‘deviazione sessuale’ nel manuale diagnostico degli psichiatri, il DSM, nel 1951, poi è stato definito ‘disturbo sessuale’ nel DSM III del 1980. Il DSM IIIR la definiva una ‘dipendenza sessuale’ (capace di interferire pesantemente nella vita di tutti i giorni della paziente, compromettendo la sua vita lavorativa e di relazione), ma questo concetto è stato poi eliminato nel  DSM IV
Sebbene rimanga ancora viva la figura della ninfomane nell’immaginario collettivo, oggi si tende dunque a non dare più un significato scientifico a questo termine, soprattutto perché non vi sono criteri oggettivi per poter stabilire se il livello di desiderio o di attività sessuale di una donna siano, o meno, ‘normali’.
Tuttavia, i pregiudizi sulla sessualità femminile ci portano a ritenere più ‘normale’ che una donna cerchi il sesso per avere in cambio del denaro, piuttosto che per piacere. Per questo se una donna si comporta sessualmente in modo disinibito, con modalità che finora sono state tipicamente maschili, o è lesbica, o è ninfomane (e dunque malata), oppure è semplicemente matta.
Inutile osservare che l'origine di tali definizioni è, fondamentalmente, nella paura che hanno gli uomini di questo tipo di donne.
Per toglierci questo dubbio, pensiamo un attimo al corrispondente della ‘ninfomania’ per gli uomini: 'dongiovanni', un termine non certo usato in senso negativo, oppure 'satiriasi', ma l’avete mai sentito dire per un altrimenti detto ‘tombeur de femmes’?

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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