Disturbo affettivo di tipo piacevole

GetmarriedVi propongo un altro articolo sulla felicità che mi ha fatto sorridere (e dunque mi ha provocato un disturbo affettivo maggiore, di tipo piacevole...). Sentite questa:

E se la felicità fosse una malattia? Il dubbio è venuto a Richard Bentall, psicologo dell'Università di Liverpool, che nel 1992 ha proposto di ribattezzarla 'disturbo affettivo maggiore, di tipo piacevole'. E in quanto tale di inserirla nella più recente revisione del DSM IV, il testo ufficiale per la classificazione dei disturbi mentali. Uno scherzo? "Un esame della letteratura in materia mostra che, in termini statistici, la felicità rappresenta un comportamento deviante, che è caratterizzata da un certo numero di sintomi significativi, ed è associata a varie anomalie cognitive, che probabilmente riflettono un funzionamento patologico del sistema nervoso centrale", spiega Bentall in un articolo pubblicato dalla rivista 'Journal of Medical Ethics', e spesso citato in letteratura.

Obiettivo dell'autore (oggi docente di Psicologia clinica all'Università di Manchester) era forse quello di polemizzare con il rigido sistema di categorie proposto dal DSM IV, che tende a etichettare come patologica qualunque emozione umana. Probabilmente a ragione, visto che nel 2000 un gruppo di scienziati ha vinto l'Ignobel Prize, il contro-Nobel assegnato a ricerche bizzarre o inattendibili, sostenendo che l'amore romantico è una forma di disturbo ossessivo-compulsivo. E che oggi sono in molti a individuare un tratto patologico nella frenetica ricerca della felicità che caratterizza i nostri tempi. "La mia teoria ha un punto debole", annota con flemma britannica Bentall: "Nessuno si è mai lamentato di essere troppo felice. Ma questo, dal punto di vista scientifico, è del tutto irrilevante".

Fonte : L’Espresso

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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