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Lesbismo

Sabato 1 Aprile 2006, 18:15 in Sessuologia di

Cosa è il lesbismo

Il 962810354_largeimage_tdl2friendslarge_2lesbismo indica l’omosessualità femminile, episodica o permanente, che si manifesta come attrazione amorosa fra donne. Il nome deriva dall’isola greca di Lesbo, dove viveva la poetessa Saffo, che si dedicava a questo genere d’amore, da cui anche la denominazione di saffismo.
La tradizione vuole che Saffo guidava una raffinata scuola per ragazze in cui si insegnava musica, poesia e comportamenti adeguati alla vita in società.
Nelle relazioni lesbiche si riscontra spesso una divisione dei ruoli: una delle due donne tende ad assumere un ruolo più virile dell’altra (atteggiamenti, abbigliamento, acconciatura).
Alla base del lesbismo ci possono essere varie cause:
un narcisismo esasperato (che porta ad una ricerca della propria identità sessuale attraverso il rispecchiamento nella partner), l’ostilità materna (che impedisce alla figlia l’identificazione in un modello femminile, con accettazione del ruolo), oppure il rifiuto paterno (che induce la figlia rifiutata ad identificarsi con il sesso opposto oppure a provare nei confronti di questo un sentimento di marcata ostilità). Altre cause sono state ricercate nella paura del rapporto eterosessuale e dunque nella ricerca di un surrogato, oppure nell’identificazione della bambina in un modello maschile, per compiacere i genitori che desideravano un maschio.
Insieme a tutto questo, molto dipende anche dagli incontri avuti e dalle iniziazioni ricevute alla vita sessuale.
Il rapporto lesbico sembra interessare le fantasie erotiche più degli uomini che delle donne e per questo viene spesso proposto in filmati pornografici dedicati ad un pubblico maschile.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

24
24 commenti
24
12 Giu 2012
alle 13:09

Elena

Lei esprime una visione chiaramente di minoranza, in seno alla comunità scientifica italiana e internazionale, e dovrebbe farlo presente a chi legge per fornire un'informazione adeguata. 

Riguardo alle cause di quella che, come ribadito ad esempio dall'Ordine professionale degli psicologi, non è una malattia, non esiste assolutamente un accordo. Facile trovare delle cause a posteriori, se la madre è assente, se è troppo presente, se il padre è idealizzato, se il padre, al contrario, è detestato,se si è figli unici, se si è l'ultima di molte sorelle, se si è condizionate dal fratello grande, se la una sessualità è stata precoce, se è stata tardiva... diciamo che quando l'effetto "crea" la propria causa, e non il contrario, siamo di fronte ad una chiara manipolazione ideologica della realtà, e, come in questo caso, ad un'accozzaglia di luoghi comuni.

La questione del rispecchiamento narcisista è, infine, ridicola. L'alterità è un concetto ben più profondo della differenziazione di genere sessuale!! 

Insomma, o cita fior di studi a sostegno delle sue tesi, citando però anche quelli che le smentiscono, oppure lasci questa materia a chi è in grado di occuparsene con obiettività e professionalità. 

Cordialità.

 

23
08 Gen 2010
alle 01:34

M.V.

Gentile Dottoressa, 

mi fa piacere che lei citi un articolo tratto dalla posizione del collega Galimberti (che è un filosofo, non certo uno psicologo) e nonostante l'autorevole (?) fonte, non posso che rimanere perplessa davanti ad affermazioni di una certa gravità quale quelle riportate in questa sede.

Cosa c'è di scientifico (o di epistemologicamente rilevante, se preferisce) nello stralcio da lei menzionato?

A mio avviso, assolutamente nulla.

Parlare di "narcisismo pronunciato", di "odio per la figura paterna" e altri clichè sul genere a proposito dell'omosessualità (sia essa maschile o femminile) mi ricorda quanto questo paese sia ahimè provinciale: provinciale nel modo di pensare, provinciale politicamente, provinciale persino nei suoi "scienziati" e nel suo modo di fare scienza. Senza rigore, senza strumenti adatti, senza un minimo di cognizione di causa: chiunque getta parole in libertà, dando l'impressione di avere scarsa competenza, scarsi contenuti da comunicare, scarsa intenzionalità di comunicare effettivamente qualcosa.

A prescindere dalla sua personale opinione sull'argomento, penso che pubblicare nel suo spazio - o in uno spazio da lei curato - articoli o stralci di testi simile a questo, debba giocoforza implicare anche un'assunzione di responsabilità da parte sua, tanto più che, a quanto vedo e a quanto lei dice, non è stato inserito un commento alle parole altrui riportate.

Mettiamo che io sia una ragazzina di dodici anni e voglia saperne qualcosa di più sull'omosessualità o magari nello specifico sull'omosessualità femminile e faccia una breve ricerca su google, ad esempio, incappando in questo sito e in questo articolo: che idea dovrei farmi della questione, secondo lei?

Dovrei forse pensare - visto che lei parla di descrizione scientifica del fenomeno (poi mi dirà quali sono le fonti di simile descrizione, Galimberti a parte) - che il lesbismo è una patologia psichica (o qualcosa di molto simile), qualcosa che può e deve dunque essere curato. Non una libera scelta.

Bhe, si svegli..lei che pubblica simili articoli e il Galimberti cui accredita la stesura dello stesso (ma dove? ha una fonte da citare?): l'Oms ha eliminato l'omosessualità già negli anni 80 dal DSM IV (ed è stato anche troppo tardi, a mio avviso). 

Un consiglio: quando cita pareri altrui, lo specifichi, magari citando la fonte diretta (testo, numero di capitolo, di pagina), di modo che ognuno possa verificare e si evitino spiacevoli fraintendimenti. Inoltre si badi bene a cosa si intende citare e in che contesto, se vogliamo effettivamente comunicare qualcosa al prossimo.

Per quanto riguarda l'argomento specifico a mio avviso e per quanto riguarda la mia esperienza personale, diretta o indiretta, è ridicolo parlare nel 2010 di gay, lesbiche, eterosessuali..ognuno faccia la scelta sessuale e sentimentale soprattutto che preferisce, senza dover ricorrere forzatamente a dietrologie pseudo-psicologiche (e si, questo "pseudo" lo sottolineo cento volte). Per come la vedo io (e mi rifaccio a qualcuno molto più vecchio di Galimberti, pensi un po' cito alla buona Platone stesso), l'amore non ha sesso, non ha razza, non ha lingua, non ha religione: ma soprattutto credo si possa essere normalmente e indistintamente attratti da un uomo, così come da una donna. La bellezza è universale così come i sentimenti - quelli veri - di amore, di cura, di responsabilità e come tali possono essere provati verso qualsiasi persona.

Persona: una parola che troppo poco sento pronunciare quando si affrontano questi temi. Quasi a dimenticare che è l'individuo (a prescindere dal suo sesso, dal colore della sua pelle, dalla religione che professa, dal lavoro che svolge) che suscita in noi certe emozioni e da il via ad una dinamica relazionale.

Non mi dilungo oltre..la ringrazio per la lettura, così come ringrazio chiunque sia soffermato a leggere queste poche righe.

Con simpatia,

Dott.ssa M.C. 

22
21 Nov 2009
alle 20:02

Micaela

Anche io credo alla bisessualità. Da piccola mi piacevano le bambine perchè mi sentivo maschio dentro, e questo fino ai 12 anni. Poi alle medie un mio compagno di classe prese una cotta per me, ed io cominciai ad essere attratta da questa situazione, ad interessarmi a lui, e per la prima volta ebbi un pensiero erotico nei suoi confronti (per le bambine invece non l'avevo mai avuto). A 15 anni il mio primo bacio con un ragazzo conosciuto al mare e primi approcci al sesso, con un grande coinvolgimento in me. A questo ragazzo pensai per anni e rivedendolo di nuovo a 17 anni ci fu nuovamente una storia con lui. In tutti questi anni non ebbi + alcuna attrazione per le ragazze. All'università però,ritrovai una mia conoscente,con la quale instaurai un forte rapporto d'amicizia, mi trovavo bene con lei, mi sentivo capita, ma forse era qualcosa di più, perchè speravo di vederla e di sentirla, anche se non avevo nessun pensiero sessuale o idea di una relazione con lei.Lei mi parlava di un ragazzo che la faceva soffrire ed io cercavo di darle consigli tranquillamente. Inoltre in quel periodo io avevo anche un amico per il quale forse speravo succedesse qualcosa ( mi piaceva ma mi andava bene anche che rimanessimo solo amici). Però secondo me ero attratta da lei.A 19 anni poi mi sono messa insieme ad un ragazzo, e anche se non mi sentivo all'inizio così coinvolta,tempo poche settimane e mi sentivo invece coinvolta di lui. Volevo sempre vederlo,sentirlo, pensavo sempre a lui. L'ho amato nel profondo, e ho perso anche la dignità per lui. Mi ha infatti lasciata più volte, poi si pentiva e io me lo riprendevo sempre, perchè non riuscivo a stare senza di lui. Alla fine mi ha lasciata definitivamente + di un anno fa e io ho sofferto molto. Il mio bene per lui non è finito,e rimarrà x sempre una persona importante per me. Risentendolo al cell qualche tempo fa ho riprovato qualcosa,ero commossa e dopo la telefonata ho pianto perchè non avrebbe mai più fatto parte della mia vita.Con lui è venuto fuori il mio sentirmi donna, e forse con la mia amica invece il mio lato maschile.

Secondo me non bisogna chiudersi in schemi predefiniti :). Baci!

 

21
24 Ott 2009
alle 22:34

Silvia

E' vero! Anche i miei genitori volevano un maschio dopo due femmine.Da bambina giocavo con giocattoli maschili (pistole, soldatini). Ora preferisco le ragazze ed è una sofferenza perchè non sono nata maschio.

 

 

20
28 Giu 2009
alle 23:41

alex

ho sempre difeso gli omosessuali maschi e femmine considerando il loro diritto a vivere liberamente e nel pieno rispetto i loro amori. sono stato sempre contro il bigottismo clericale e l'omofobia fascista ma se penso in cosa consista l'atto sessuale omosessuale provo solo disgusto.

19
26 Mag 2009
alle 00:00

classiciproibiti

Già, è assurdo ritenere ancor oggi che l'omosessualità abbia delle "cause", come se fosse una malattia, e come se esistesse una "natura umana" immutabile, e le "identità sessuali" dipendessero solo da fattori biologici.  

L'uomo non è natura, ma cultura. E cultura, oltre che scelta individuale, è l'omosessualità, al pari di ogni comportamento e di ogni stile di vita.

classiciproibiti.blogspot.com 

18
25 Mag 2009
alle 14:56

alex

Cari amici omosessuali, la nostra società, purtroppo, crea ghetti, ci giudica, e quindi ci rende infelici. però, se faceste un minimo di autocritica (lucida e razionale) vi accorgereste di come, nella maggior parte dei casi, le persone omosessuali non vogliano dialogare in maniera pacata e razionale, per comprendere (senza mai giudicare): e chi cerca di sostenere tesi fuori dalla massa (ovina) viene tacciato di bigottismo, fascismo, stronzismo..sinceramente, mi sembra un atteggiamento molto infantile.

Alex 

17
28 Mar 2009
alle 22:41

GIADA

NON VEDO NIENTE DI ECCITANTE NEL RACCONTO SE VI SIETE MASTIRBATI VUOL DIRE CHE LA VOSTRA VITA SESSUALE HA LO SPESSORE DI UNA SOGLIOLA, PER CHI SI CHIEDE COSA CI SIA DI BELLO NELL'ESSERE ETROSESSUALE GLI RISPONDO SEMPLICEMENTE LA DIVERSITA'. IO SONO ETERO (ANCHE TROPPO) E L'IDEA SI TOCCARE UN ALTRO SENO O SESSO UGUALE AL MIO MI FA SEMPLICEMENTE VOMITARE.

16
23 Feb 2009
alle 12:06

stellina

tristezza mi fan coloro che non riescono a vivere pienamente la loro vita e non si lasciano abbandonare a ciò che di più bello ci sia:l'amore.Siamo stati cresciuti con pensieri e valori che impongono regole:esci da esse o sei un grande o sei uno stupido.Si dice però"stupido è chi lo stupido fa". Al mondo c'è talmente tanto bisogno di amore che non ce ne rendiamo conto. Libertà di amare non vuol dire ostentare.Siamo talmente presi dal nostro io che alla fine abbiamo gli occhi chiusi al nostro essere.Come siamo bravi a giudicare il prossimo e che tristezza mi fanno coloro che sono giudici di un qualcosa che nemmeno loro sanno, conoscono..loro stessi.Forse sono proprio queste persone che si devono guardare più dentro e sono alla fine coloro che mi mettono più dubbi e paure perchè non hanno la capacità di osservare e andare oltre.A queste persone rivolgo il mio più sentito rammarico perchè non hanno conosciuto ancora l'amore, e non riescono a vivere una vita completa.Completezza:essere non giudici ma osservatori,imparare dagli altri e dal mondo che ci circonda e vivere una vita nel modo migliore possibile.Ho 30anni, non sono qui per raccontare la mia storia,sono solo qui perchè cerco di condividere i miei pensieri su un bellissimo amore.Amore,amare..parole meravigliose indipendeti dal sesso che uno ha.Quando si ama, si ama con il cuore e lottare per qualcosa che va oltre nella vita,che è oltre gli standard proposti,è un compito difficile,ma non impossibile.Ammiro coloro che non ostentano,non solo la loro sessualità,ma anhce la loro ricchezza,intelligenza..tutto.Sono coloro che cercano nel loro piccolo di essere dei Grandi.Nella vita non è importante fare cose grandi, ma grandi cose.Sono solo una piccola stella:per tutta una vita innamorata di pianeti, grandi amori,ma un bel giorno ha voltato gli occhi e incrociando lo guardo di un'altra stella..si è persa,forse è meglio dire si sia ritrovata e tutta una vita nuova è iniziata.Come tutte le belle storie d'amore quando sono con il cuore,non si pensa se finirà o meno, ma l'importante è vivere una vita e lottare per qualcosa che va oltre te se ci credi davvero.Come non si può credere e vivere l'amore?e' l'emozione più bella e unica sulla terra:che duri un giorno o una vita..vale la pena di viverla.

15
16 Feb 2009
alle 14:52

daniele

sono pienamente daccordo con te Luca... anche io sono bisessuale e mi sono trovato + volte in situazioni per me vergognose... e ci sto male.. ci sto male dentro.. nessuno riesce a capire che non è colpa mia.... cambierà mai qualcosa?

14
14 Feb 2009
alle 23:52

luca

Bisessuali per nascita la vita ci porta a fare delle "scelte" secondo schemi ancora non chiari. Non si guarisce ne dall'omosessualità ne dall'eterosessualità perchè non sono malattie. Sono più o meno temporanee scelte inconsce che facciamo. Per questo anni di eterosessualitàà vengono "sconvolti" da storie omo e viceversa.

L'unica cosa sbagliata, secondo me, è la discriminazione a cui si viene sottoposti per le proprie scelte sessuali.

Io sono stato discriminato sessualmente perchè diverso ... sono bisessuale e sono stato frequentemente discriminato da molte persone omo (maschi e femmine) perchè diverso da loro.

Sinceramente mi sembra assurdo però è la realtà dei fatti. Forse un pò più di tolleranza e meno presunzione da parte di molte persone sarebbe meglio e si vivrebbe meglio.

Se poi ci si lamenta delle discriminazioni ... lanci il sasso chi è senza peccato. 

 

13
13 Dic 2008
alle 21:35

Luigi

A essere sinceri anche io mi sono eccitato, porca miseria!!

12
13 Dic 2008
alle 21:33

ROBERTO

BRUTTE SPORCACCIONE... DEVO AMMETTERE CHE LEGGENDO IL LUNGO RACCONTO DI CHIARA, HO SENTITO UN FREMITO INTERNO ED HO NOTATO IL MIO SESSO GONFIARSI, PERDONATEMI MA NON HO POTUTO FAR A MENO DI TOCCARMI ED ORA DOPO UNA MASTURBAZIONE DI CIRCA 10 MINUTI SONO EIACULATO PRATICAMENTE SULLA TASTIERA... AZZ!!! GRAZIE RAGAZZE. ROBERTO. (SCUSATEMI ANCORA MA NON NE POTEVO PIU' AVEVO L'ARBUSTO TURGIDO E GONFIO QUASI A PROVARE DOLORE...)

11
10 Dic 2008
alle 21:54

michela

quanto vorrei che succedesse anche a me con elena!!!!!11

10
27 Set 2008
alle 13:52

chiara

io sono etero ed ero sposata regolarmente ma un giorno al lavoro arrivo' una nuova collega e fu messa in turno con me.Non so come accadde ma la nostra intesa era perfetta ed aumentava di giorno in giorno insieme con il rispetto, la stima e l'affetto.Poi cominciammo a frequentarci anche dopo il lavoro uscendo con amici comuni e anche in quel caso stavamo proprio bene insieme.dopo qualche mese un giorno stranamente notai che se arrivavo prima al lavoro mi affacciavo dalla finestra in attesa del suo arrivo e c'era una certa ansia in me che si placava e si trasformava in un sorriso solo vedendola arrivare.con il passare del tempo mi accorsi che quando ero a casa mi mancava e che stavo bene veramente solo quando ero con lei.ma tutto si fermava li' cioe' non la desideravo fisicamente o almeno credevo xche' un giorno capitammo nello spogliatoio insieme ed io la intravidi in slip e mi ricordo uno strano turbamento una sensazione nuova mai provata prima.Cosi' da quella volta mi resi conto che il mio non era solo puro affetto ma che stranamente la desideravo anche se non avendo mai avuto precedenti la cosa da un lato mi eccitava ma dall'altro mi preoccupava.la situazione precipito' da li' a poco xche' cominciai a farmene una vera ossessione:lei era sempre presente nei miei pensieri ed io mi resi conto che ormai il mio sentimento x lei era troppo forte:era diventato amore e passione e dovetti ammetterlo a me stessa.Cosi' decisi di diglierlo xche' non potevo piu' vivere cosi' ero troppo tormentata. Volevo che sapesse, che capisse le mie emozioni anche a costo di perdere la sua amicizia.mi ricordo la invitai a sedersi accanto a me su un divano e facendomi forza cominciai a parlare, ma non ero neanche arrivata a meta' discorso che improvvisamente, e qui a pensarci mi vengono ancora i brividi, mi ritrovai le sue labbra sulle mie.Fu un bacio strano nel senso che mai avevo provato una simile delicatezza,dolcezza e morbidezza.Assolutamente diverso da un bacio con un uomo ma piu' sensuale,misterioso,avvolgente.Ero al settimo cielo non osavo credere all'accaduto...il mio sogno si era realizzato cosi' facilmente ed inaspettatamente che mi sentivo volare.E' chiaro che nei giorni successivi avemmo modo di parlarci apertamente e cosi' scoprii che i miei sentimenti erano ricambiati e a quel punto ovviamente ebbe inizio la nostra storia, la nostra favola perche' con lei mi si apri' davanti un mondo nuovo fatto di tante piccole grandi cose alle quali non ero assolutamente abituata, a partire dalle mille piccole attenzioni, alla dolcezza al profondo rispetto reciproco e a finire con la travolgente passione e l'amore che ci coinvolgevano completamente.non ci misi molto a capire che con mio marito non avevo piu' nulla da condividere e nonostante mi sentissi un po' in colpa nei suoi confronti perche' a modo suo lui mi amava moltissimo non solo non riuscivo piu' a dividere il letto con lui ma addirittura rifiutavo ogni contatto e anche solo l'idea di doverci fare sesso mi faceva stare malissimo.Capii che non poteva andare e poco tempo dopo, senza destare alcun sospetto nei confronti della mia storia, gli dissi chiaramente che purtroppo non lo amavo piu' e che non potevamo piu' stare insieme.Lui soffri' da cani di fronte a questa mi decisione anche xche' eravamo sposati da appena 2 anni e i miei genitori che lo adoravano mi diedero della pazza squinternata e chiusero ogni dialogo ed ogni rapporto con me.E non sapevano la verita'...immaginiamo.Certo non fu facile fare i conti con loro e con la mia coscienza ma alla fine una sera presi una valigia ci misi dentro un po' di roba chiusi la porta di casa mia e andai dritta da lei.Lei abitava da sola ed aveva un appartamentino piccolo ma delizioso e cosi' diventai la sua ospite fissa e quella casa il nostro nido d'amore.Nessuno sospetto' niente in quanto sia i miei che il mio ex mi conoscevano quasi come una mangiatrice di uomini,visti i miei trascorsi,e quindi mai e poi mai potevano immaginare che potessi avere tendenze particolari.Ma in effetti io non mi sentivo diversa:io mi ero innamorata di una persona e non del suo sesso.Il sesso era poi una conseguenza naturale ma io continuavo a sentirmi perfettamente donna come prima.Anche esteriormente non cambio' nulla:minigonne,maglioncini scollati, trucco e capelli molto curati.La mia immagine esteriore era assolutamente la stessa.Idem x lei anche se il suo look era sempre stato piu' semplice del mio.La nostra vita procedeva che era una meraviglia e anche la nostra intimita' tanto che una sera parlando lei mi confesso' che in passato aveva si avuto delle storie con diversi uomini ma che ad un certo punto della sua vita anche lei aveva conosciuto una donna dichiaratamente lesbica e che se ne era innamorata profondamente fino al punto da capire che preferiva l'amore di una donna a quello di un uomo.Infatti da allora le sue storie erano state solo con altre donne.Lei x me invece era la prima e speravo tanto anche l'ultima visto che avevo deciso di trascorrere il resto della mia vita con lei.E glielo dissi pure ma lei che tra le altre cose aveva 10 anni piu' di me mi disse solo "magari fosse cosi, non vorrei mai ma un giorno ti stancherai".Non so xche' mi disse quelle parole anche xche' io ci risi sopra rassicurandola che non esisteva proprio:l'amavo troppo.La nostra love story invece come lei saggiamente aveva previsto duro' solo 5 anni...i primi 4 meravigliosi e senza nuvole poi stranamente proprio quando lei era innamorata piu' che mai io cominciai a cambiare e a non sentirmi piu' come prima nei suoi confronti.Analizzandomi capii che purtroppo qualcosa era cambiato:l'amore si era trasformato in un sentimento affettivo fortissimo ma solo quello il sesso non c'entrava piu'.Insomma era la persona piu' cara che avessi al mondo e quella per cui avrei fatto qualunque cosa ma mi accorsi che se introntravo un bel ragazzo x la strada il miei occhi gli si posavano addosso con desiderio.L'ultimo anno con lei fu molto triste:continuavamo a stare insieme perche' ci volevamo un bene dell'anima ma mentre per lei era ancora amore e desiderio fisico per me non piu'...se ne rese conto presto e cosi' dovetti assistere alla sua profonda sofferenza che mi straziava anche xche' comincio' ad odiare il suo corpo dicendomi che se fosse stata fisicamente un uomo io avrei continuato ad amarla.E sicuramente anche non glielo dissi mai e' possibile che potesse andare cosi'.Alla fine ricominciai a frequentare i ragazzi a volte con lei a volte anche senza lei anche se quando tornavo a casa la trovavo alzata con gli occhi arrossati e mille cicche nel posacenere e mi sentivo morire ma allo stesso tempo non potevo farci niente non potevo ingannarla o ingannare e tradire me stessa.Non ci misi molto a trovare presto anche un ragazzo che mi faceva il filo e dopo un po' mi trovai coinvolta anch'io anche xche' lui aveva intenzioni serie cioe' voleva sposarmi ed io che ormai avevo 32 anni mi resi conto che desideravo tanto un figlio.Ci frequentammo x un po' anche se mi sentivo uno schifo ogni qualvolta incrociavo lo sguardo di lei che naturalmente sapeva tutto e nonostante questo mi permetteva di vivere ancora a casa sua.Non duro' molto pero' alla fine quando capii che io e il mio ragazzo eravamo davvero innamorati ed intrenzionati a crearci un futuro ebbi la dignita' di tornarmene a casa mia.Soffrivo tanto ma lei sicuramente molto piu' di me tanto che una sera mentre ero con lui mi telefonarono dicendomi che si era schiantata con la macchina contro un muro e di correre al pronto soccorso peche' era li' che l'avevano portata.Fu un vero calvario non so neanche io come ne siamo usciti ma alla fine grazie a Dio lei si rassegno' un po' e stette meglio.Solo che al momento in cui seppe che stavo x sposarmi volle chiudere ogni contatto con me si chiuse nel suo silenzio ed io non potevo sentirla neanche piu'.ebbi rispetto della sua decisione e me ne stetti alla larga anche dopo il matrimonio pur non dimenticandola neanche x un solo istante.Fu solo alla nascita della mia meravigliosa bambina che non seppi piu' resistere ed allora incaricai un'amica comune di recapitarle un foto della mia piccola:non potevo non condivire quella enorme gioia con la persona piu' importante della mia vita.Quella che mi aveva dato la sua vita e aveva rischiato o forse meglio dire voluto perderla per me.Funziono' mi dissero che di fronte a quel visino e a quegli occhioni si era commossa tanto e dopo qualche giorno ebbi l'enorme gioia di vedermela venire a casa a trovare me e la piccola.E' passato tanto tempo ora mia figlia ha 12 anni ma io e lei siamo le amiche piu' sincere del mondo e ci vogliamo un bene infinito.Non appena possiamo cerchiamo di stare insieme:usciamo,partiamo,facciamo shopping tutto insomma, siamo proprio 2 amiche speciali xche' abbiamo condiviso le nostre anime fino in fondo e sara' sempre cosi'.Io farei di tutto x lei e lei altrettando x me.A proposito lei gia' da 5 anni vive una storia felice con una donna non so se sara' mai come e' stato per noi ma comunque la vedo serena e questo mi riempie di gioia infinita.Le auguro tutto il bene del mondo.Grazie.

9
22 Lug 2008
alle 09:33

Paola Biondi

Cara collega,

di scientifico c'è anche tanto altro materiale che documenta come l'omosessualità (maschile e femminile) sia una variante NATURALE della sessualità umana (e animale).

E sappiamo entrambe che l'OMS già dal 1985 non considera più l'omosessualità una patologia, seguita a ruota dalla cancellazione della voce dal DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Inoltre, ti ricordo (per completezza di informazione) il documento ufficiale del Consiglio Nazionale degli Psicologi in merito alle terapie riparative (http://www.psy.it/documenti/Omosessualita_terpie.pdf).

Credo che sia importante per noi professionisti della salute mentale (e benessere psichico) essere i primi testimoni di una cultura non omofoba, adeguatamente informata sulle tematiche LGBT (molti psicologi/psichiatri ignorano la differenza tra identità di genere e orientamento sessuale).

dr Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta
Studio HFC

8
26 Mag 2008
alle 16:15

Lory

Considerare anormale l'omosessualità è assurdo, visto e considerato che comunque è presente sia negli umani che negli animali... Intendo dire che è un modo di essere che è sempre stato presente nella storia, per tutti. In ogni persona c'è presente una certa componente di omosessualità e  il problema se lo creano coloro che ritengono questa caratteristica una perversione. L'omosessualità non è strana, non nuoce proprio a nessuno, e soprattutto non  si diventa omosex per colpa di qualcuno. Chi è omosessuale se lo sente dentro, ma non per un trauma o un conflitto con i propri genitori. E non dipende   dagli ormoni: una donna omosessuale non si sente un uomo. Semplicemente la sua scorta personale d'amore, che ognuno di noi possiede,  è destinata a qualcuno con le sue stesse caratterisiche fisiche. Ci sono uomini che preferiscono le bionde, mentre altre apprezzano di piu le donne latine, more. Beh, c'è anche  chi è attratto di più dalle donne e chi più dai maschi, aldilà dell'essere  piu o meno compatibili per poter, per esempio , avere dei figli. Si dice che bisogna amare con il cuore e non pensare solo a quanto un ragazzo o una ragazza sia sexy. Allora è la stessa cosa dire che si  può amare chi ci attrae senza badare al fatto che sia o no del sesso giusto, ovvero quello opposto... Parlo dell'omosessualità e della bisessualità vera, non dei rapporti fra adolescenti allo scopo di fare nuove esperienze e trasgredire. Quando si ama, si deve poter amare  in libertà. Riflettendoci, se l'amore è amore e basta, non si dovrebbe nemmeno porre etichette: è interessante la frase pronunciata da Janis Joplin: lei ritiene che "si può non essere nè etero nè omosessuali, nè bisex, ma definirsi  semplicemente sessuali".  Se qualcuno leggerà il mio commento, spero di non venir giudicata troppo pedante a soli 13 anni! ciao!

7
22 Mag 2008
alle 15:23

Giuliana Proietti

Diritto di Replica.

Gentili commentatori del Post,

Volevo solo avvisarvi che questo Post intendeva solo dare una definizione del lesbismo in termini scientifici ed infatti il suo contenuto è quasi interamente tratto dal seguente testo:

Umberto Galimberti: Dizionario di Psicologia, ed. De Agostini

Per quanto riguarda la mia personale posizione sul lesbismo vi invito a leggere qui:

http://psicolinea.blogspot.com/2008/05/nostra-figlia-lesbica-consulenza-on.html

Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti
www.psicolinea.it

6
10 Gen 2008
alle 18:23

valeria

diversi pareri ignoranti e insensibili sull'omosessualità femminile e maschile fanno tanto male... la chiesa definisce "depravati" gli omosex, in alcuni libri l'omossessualità è preceduta dalla parola perversione...e non dimentichiamo che solo qualche anno fa l' OMS ha sancito l'omosessualità non una malattia, quindi la strada da fare è ancora tanta...poi qui in italia è anche piena di intralci e rapaci. sarebbe ora che" gli esperti" smettessero di catalogare i sentimenti sani  di chi ama ricambiato. ho avuto un'infanzia felice  eppure sono una donna che ama un'altra donna  e solo ora so cosa significa amare...

5
24 Ott 2007
alle 10:16

patatone

sono un uomo di 50anni, sposato con una donna di 42. Un anno fa mia moglie conobbe un ragazza di 38anni lesbica; si sono innamorate subito. Ho vissuto da vicino la loro storia, non ci siamo separati, anzi. Ho constatato quanto sia meraviglioso, dolce e tenero l'amore fra donne. Ora viviamo in tre in perfetta armonia (non facciamo cose strane in tre). Pensate che persino io, ora, sono geloso della compagna di mia mogie.

4
02 Set 2007
alle 20:03

Michela

E quali sono le "cause"che stanno alla base dell'eterosessualità? E quali quelle alla base dello stordimento generale dei popoli rispetto alla religione? E del nuovo conformismo "psichiatrico" a cui tutto sa dare un nome medico e sa stilare una lista di "cause per essere"? Qual'è la causa di questa armata di detentori della verità che si stà spargendo a macchia d'olio e attraverso la quale si indottrinano le persone?? Le cause...ma per favore...quanti soldi buttati in quell'università cara dottoressa!

3
24 Apr 2007
alle 14:02

ROSY

L'AMORE DEVE ESSERE LIBERO... NON CI SONO TRAUMI ALLA BASE DI UN AMORE.... E CHI SCRIVE E' UNA ETERO....

2
22 Apr 2007
alle 18:48

edoardo

che discorsi allucinanti , concordo con questa ragazza.  io sono gay da sempre.. i ragazzi mi son sempre piaciuti. non ho avuto ne' madre soffocante ne' padre assente come da manuale. non c'è niente di scabroso .. e sono allibito nel vedere ancora su molti siti persone che intendono curare l omosessualità.. ma in fondo mi chiedo ma cosa cambia se  "marco" ama "antonio" anzichè  "luisa" oppure  se "sausanna"  ama "stefania" anzichè  "stefano"?  cosa cambia? muore qulacuno ?

1
15 Mar 2007
alle 20:37

Barbara

Mi dispiace leggere queste parole, io sono lesbica: non sono narcisista, non odio mia madre anzi ho il complesso di edipo femminile, non rifiuto mio padre MA amo le donne, le amo da sempre, da quando ho iniziato a provare un sentimento d'amore, dall'asilo, alle elementari, alle medie.

Si è lesbiche, come si è gay, perchè lo si è, perchè fa parte di noi, perchè amare una persona del mio stesso sesso mi rende felice, perchè baciare una donna è quello che desidero....

Quello che più mi fa male è vedere che queste parole sono state scitte da una dottoressa......... 


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